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mercoledì 13 novembre 2013
Ripresa delle relazioni diplomatiche fra Colombia e Venezuela
Durante le precedenti settimane, i rappresentanti dei governi di Colombia e Venezuela si sono riuniti a Bogotá per negoziare una serie di accordi in ambito economico, energetico e, soprattutto, di sicurezza: infatti, è stato considerato prioritario il tentativo congiunto di fermare le azioni delle Fuerzas Armadas Revolucionarias de Colombia – Ejército del Pueblo (FARC) nelle zone di frontiera dei due Paesi. Le autorità militari dei Paesi hanno, quindi, definito delle misure comuni per combattere i gruppi armati e le relative attività illegali, in particolare il traffico di droga e il contrabbando che sono considerate come le prime fonti di finanziamenti delle FARC.
Questi gruppi sono una concreta minaccia anche per l’economia di entrambi i Paesi: di recente, alcuni gasdotti colombiani sono stati attaccati da alcuni gruppi armati, compromettendo conseguentemente il trasporto di petrolio verso la costa caraibica del Paese. A proposito di questioni petrolifere, in occasione di tali riunioni bilaterali è stata discussa, inoltre, la possibilità di formare una compagnia petrolifera comune per sfruttare i depositi nel bacino dell’Orinoco
giovedì 7 novembre 2013
Rivolte indigene in Colombia
Una politica economica ultra liberista, la firma di trattati di libero scambio che mettono in ginocchio i produttori agricoli, decine di accordi siglati da questo e dai precedenti governi con le organizzazioni indigene e mai rispettati, la concessione spregiudicata di circa 20 milioni di ettari a multinazionali minerarie e petrolifere, molte delle quali in territorio indigeno, sono tra i punti principali della protesta dei popoli originari che si stanno scontrando in queste ore con la forza pubblica.
In Colombia sono un centinaio le etnie indigene sopravvissute, molte delle quali conservano una lingua propria.
sabato 2 novembre 2013
Protesta Indigena in Colombia
La Colombia dal 14 ottobre è attraversata da una delle proteste indigene più importanti degli ultimi anni. E’ la Minga Indígena Social y Popular, che ha mobilitato almeno 40mila indigeni di varie etnie.
Le “mingas” sono marce che simboleggiano l’unità indigena, in contrapposizione alle divisioni territoriali imposte dal colonialismo spagnolo prima e oggi dallo Stato. Quella odierna coinvolge almeno dieci dipartimenti regionali su 32 che si sono uniti stremati dalle politiche neoliberiste del governo guidato da Juan Manuel Santos Calderón.
“Le nostre richieste sono cinque – spiegano i manifestanti: Chiediamo fine dello sfruttamento delle miniere, restituzione dei territori, difesa dei diritti umani, cambio della politica economica e agraria di questo esecutivo. Infine vogliamo promuovere l’autonomia e diritti come popolazioni indigene”. Le ultime notizie parlano già di mano dura da parte di Santos: comunicati delle organizzazioni indigene denunciano la violenza dei battaglioni dell’Esmad, corpo militare antisommossa, a Buonaventura, nella regione del Valle del Cauca, ma anche nel Huila, mentre in molte parti della Colombia la tensione sale, con scontri fra eserciti guerriglieri e militari.
La protesta indigena è la prosecuzione del Paro Agrario Nacional, il grande sciopero contadino partito il 19 agosto e che per quasi due mesi ha bloccato l’intera Colombia. Agricoltori piccoli e medi dal Nord al Sud del Paese chiedevano la cessazione immediata del Trattato di Libero Commercio siglato dal governo di Manuel Santos con Stati Uniti, Unione Europea e Cina. Una forma di liberismo estremo che impone, fra le altre cose, l’acquisto di semi transgenici e fertilizzanti, prezzi più bassi e lavoro a condizioni insostenibili. Santos ha usato la mano dura mandando i battaglioni dell’Esmad. Una scelta che ha provocato dodici vittime e 450 feriti.
sabato 19 ottobre 2013
SITUAZIONE DELLA LOTTA AL NARCOTRAFFICO IN BOLIVIA
La polizia antidroga della Bolivia (Fuerza Especial de Lucha Contra el Narcotráfico - FELCN), ha sequestrato, tra gennaio e ottobre, 15,8 tonnellate di cocaina e 71,8 tonnellate di marijuana. Lo fa sapere il viceministro della Difesa Sociale, Felipe Càceres. Nello stesso periodo sono stati manualmente erdicati 9.048 ettari di coca nello Yungas, a La Paz, nel dipartimento di Cochabamaba, e nella provincia Yapacaì, a Santa Cruz.
La Bolivia, insieme a Peru' e Colombia, e' tra i maggiori produttori mondiali della foglia di coca.
Nello stesso periodo, le operazioni di polizia realizzate sono state 10.405, sono state distrutte 3.739 fabbriche di cocaina e 3.823 persone sono state arrestate.
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