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sabato 23 novembre 2013
La Cina vuole l'oro come valuta internazionale al posto del dollaro americano
La Cina sta apertamente spingendo affinché il dollaro statunitense venga sostituito quale valuta di riserva mondiale
Ha una strategia di ampio respiro per prepararsi a questo evento. Sta incoraggiando la creazione di un mercato internazionale sulla sua moneta attraverso i centri gemelli di Hong Kong e Londra, ponendo in disparte New York; inoltre sta promuovendo attivamente la Shanghai Cooperation Organization (SCO), una organizzazione commerciale non legata al dollaro, in tutta l’Asia. Sta anche segretamente costruendo le sue riserve d’oro, mentre apertamente spinge i suoi cittadini ad accumularne.
L’Occidente vendendo le sue riserve d’oro è diventato la più grande scommessa strategica nella storia finanziaria. Ci stiamo affidando totalmente alle valute fiduciarie a corso forzoso che le nostre banche centrali stanno emettendo in quantità crescenti. Nel lungo periodo stiamo consegnando su un piatto il potere economico a Russia e Cina.
giovedì 21 novembre 2013
La Russsia amplia la sua base aerea in Kirghizistan
La Russia si appresta ad ampliare alla fine dell'anno la sua base aerea in Kirghizistan.
Lo ha annunciato un membro del comando delle forze aeree russe. Il numero di aerei presenti nella base di Kant "raddoppierà entro la fine di dicembre", ha dichiarato questo alto responsabile, Viktor Sevastianov.
La Russia negoziava da anni questo accordo, preoccupata di vedere gli americani installarsi in pianta stabile all'aeroporto di Manas, nei pressi di Bishkek, nel quadro dell'operazione in Afghanistan. L'affitto di questa base degli Stati Uniti in Kirghizistan scade il luglio prossimo in vista del ritiro dal territorio afgano (fin 2014) del grosso delle forze americane.
mercoledì 13 novembre 2013
Nuova base Navale Ucraina a Sebastopoli, Crimea
L'Ucraina ha inagurato una base navale a Sebastopoli, in Crimea, dove son basati oltre due terzi della Flotta russa del Mar Nero, regione da sempre al centro di attriti tra Mosca e Kiev.
La creazione della nuova base avviene nell'ambito della riforma della Marina ucraina promossa dal presidente Viktor Yanukovich con l'obiettivo di mettere in campo forze navali mobili e di pronta reazione. Kiev punta infatti ad eliminare la leva e passare a un assetto totalmente professionale dell'esercito entro il 2015.
domenica 10 novembre 2013
La Nuova Zelanda si attrezza per proteggere i suoi atleti gay alle Olimpiadi di Sochi
Il Governo della Nuova Zelanda nominerà un diplomatico speciale per la Russia durante le Olimpiadi Invernali 2014 a Sochi. Lo scopo è semplice: evitare che i cittadini del proprio Paese possano essere vittima di una qualsiasi discriminazione in base all’orientamento sessuale.
La situazione omofoba in Russia spaventa. E molto. Sono molti coloro che avrebbero preferito -o preferirebbero ancora- boicottare i Giochi per dare un forte segnale contro un Paese che non si vergogna ad additare, colpevolizzare e punire con multe e arresti l’omosessualità.
Il Platino potrebbe aiutare l'economia dello Zimbabwe. Ma non ci sono infrastrutture
Lo Zimbabwe potrebbe contendere alla Russia il secondo posto tra i grandi produttori di platino, alle spalle del Sudafrica. Ma per ottenere un risultato così vistoso sarebbero necessari investimenti per quasi 5,3 miliardi di dollari e soprattutto occorrerebbe una politica mineraria stabile ed affidabile. Lo sostiene la Camera delle Miniere del paese, secondo cui servirebbero 2,8 miliardi da spendere nelle miniere, fino a 2 miliardi per gli impianti di trasformazione e 200-500 milioni per garantire le forniture di energia elettrica. In questo modo Harare potrebbe estrarre più di 500mila once all’anno.
Ora invece le miniere dello Zimbabwe controllate dalle sudafricane Impala, Angloplat e Aquarius estraggono 365mila once circa, il 6% del totale mondiale, tra mille difficoltà legate alla carenza di risorse energetiche e alle continue richieste del Governo centrale, secondo cui le ricchezze del paese devono essere dello stato o quanto meno della finanza nera dello Zimbabwe.
sabato 2 novembre 2013
Collaborazioen militare russo-indiana
I rapporti tra Russia e India nel settore della cooperazione tecnico militare sono passati dalle relazioni “venditore – compratore” al nuovo livello che include la progettazione congiunta e la produzione militare, ha dichiarato ai giornalisti il Premier dell'India Manmohan Singh nell'internista ai giornalisti, rilasciata alla vigilia della sua visita in Russia, prevista per il 20 ottobre.
“Esaminiamo la progettazione del caccia di quinta generazione e dell'aereo da trasporto multiuso come due progetti guida della cooperazione tecnico militare indiano-russa”, ha dichiarato Singh.
L'Ue si mobilita, insieme a Usa, Australia e Nuova Zelanda, per la creazione di sette maxi-aree protette in Antartide, che da sole coprirebbero una superficie grande quasi quanto la metà dell'Unione europea.
Questo forte segnale politico arriva alla vigilia della riunione annuale della Commissione per la conservazione delle risorse marine viventi dell'Antartide (Ccamlr), composta da 25 membri e di cui fa parte anche l'Italia, che parte il 23 ottobre prossimo a Hobart, in Australia. Proprio nel luglio scorso una riunione straordinaria della stessa Commissione, che avrebbe dovuto creare appunto le nuove aree marine protette, è finita con un nulla di fatto, principalmente a causa dell'ostruzionismo di Russia, Cina e Giappone. Nodo principale dei colloqui, la questione della pesca, per via di specie come il krill, che fa gola per il business degli integratori di Omega3.
L'appuntamento australiano si prospetta quindi come un nuovo braccio di ferro fra due blocchi.
Le acque dell'Antartide costituiscono fino al 10% dei mari del Pianeta e ospitano quasi diecimila specie, fra cui mammiferi e uccelli marini, inclusi pinguini, balene e foche.
L'Oceano del Sud contiene alcuni degli ecosistemi più incontaminati al mondo e i suoi nutrienti sono trasportati nel globo dalle correnti oceaniche, alimentando gran parte della vita marina.
USA vendono armi all'Arabia Saudita nonostante il raffreddamento dei rapporti
L'industria bellica statunitense sta per concludere un affare da dieci miliardi di dollari con Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti (EAU). Se il Congresso darà il via libera, come prevede la legge per questo tipo di transazione, Riad e Abu Dhabi acquisteranno munizioni ed equipaggiamenti per gli F16, missili a lunga gittata, bombe guidate e a piccolo diametro (bunker buster bomb), oltre a servizi di assistenza delle Forze armate Usa di stanza nel regno saudita.
Gli ordini dell'Arabia Saudita non sembrano essere stati messi in forse dalla strada imboccata dalla Casa Bianca su Siria e nucleare iraniano, che scontenta gli alleati storici di Washington. La casa reale, assieme agli altri Stati della Penisola arabica, si è molto irritata per l'accordo Usa-Russia sulle armi chimiche siriane, che ha scongiurato un attacco contro il regime di Bashar al Assad. Un rivale che Riad vorrebbe vedere cacciato dal potere e per questo finanzia i gruppi dell'opposizione siriana in quella che per diversi aspetti è diventata una guerra per procura. Quando è stata approvata la risoluzione Onu sulla Siria, il ministro degli Esteri Saud al-Faisal in segno di disaccordo ha cancellato il suo discorso all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite.
Una sorta di rappresaglia economica che ha fatto temere un boicottaggio dei prodotti bellici occidentali da parte di grandi acquirenti come le monarchie del Golfo. Salterebbero commesse miliardarie non soltanto con gli Stati Uniti. E ci sarebbe anche un problema di integrazione dei sistemi bellici cinesi con quelli dell'Alleanza Atlantica, per ragioni di tecnologia differente e ovviamente di sicurezza.
Ma a irritare Riad non è soltanto il dossier siriano. C'è anche l'inatteso disgelo tra Stati Uniti e Iran, nemico giurato delle monarchie del Golfo già ai tempi dello scià, con cui il confronto è aperto in Siria: Teheran è il principale alleato di Assad e di Hezbollah.
Riad non ha gradito l'atteggiamento statunitense verso le rivolte e ha digerito male il sostegno di Washington ai Fratelli Musulmani saliti al potere nel dopo Mubarak. Quando il golpe militare dello scorso luglio ha deposto Morsi, la Casa Bianca ha sospeso gli aiuti, ma è stata subito rimpiazzata da un'iniezione di petrodollari (12 miliardi) arrivati dal Consiglio di cooperazione del Golfo, una sorta di piccola Nato del Golfo.
Russia minaccia ripercussioni sull'economia Ucraina in caso di firma di partnership con l'UE
Il Consigliere del Presidente della Federazione Russa Sergey Glazyev ha dichiarato durante il Forum Eurasiatico di Verona che la firma dell'Ucraina alla possibile partnership con l'Unione Europea sara' un freno al dialogo eurasiatico.
L'ingresso di fatto impedirebbe l'accesso dell'Ucraina nell'Unione doganale di Russia, Bielorussia e Kazakistan.
''L'Ucraina dovra' deliberare una collaborazione verso Unione europea senza avere possibilita' di influenzarla, mentre il principale mercato per l'Ucraina e' quello russo. La conseguenza della firma sara' la diminuzione del credito russo e un possibile default per cui occorreranno 15 miliardi di dollari e per la stabilizzazione dell'economia almeno a 35 miliardi. L'Unione europea sara' in grado di sostituirsi alla Russia? Il responsabile per l'Ampliamento e per le Politiche di vicinanza della Commissione europea, Stefan Fule, afferma che l'accordo dell'Ucraina con l'Unione europea portera' a una crescita del Pil del 7% ma dietro queste parole non c'e' nessuna realta', solo chiacchierare politiche''.
Attentato in Cabardino-Balcaria - Russia
La regione del Caucaso é costellata da diverse repubbliche autonome all'interno della Russia. Quasi tutte di maggioranza islamica. Non é una novità che ci siano attentati terroristici di stampo islamista che tendono all'indipendenza. Due settimane fa, invece della solita" Cecenia o Inguscezia é toccato alla Cabardino-Balcaria.
Almeno due persone sono morte in seguito all'esplosione di una bomba rudimentale nel cortile della moschea di Dugulugbei. Secondo gli inquirenti, i resti umani ritrovati sul posto appartenevano con ogni probabilita' agli stessi attentatori, straziati dall'innesco accidentale dell'ordigno. Accanto ai cadaveri e' stato recuperato un fucile d'assalto del tipo kalashnikov: l'arma e' risultata rubata in un assalto recente a una pattuglia della polizia stradale .
I russi lanciano il trasporto merci via ferroviaria tra Cina ed Europa
E’ giunto a destinazione in Europa il primo treno blocco di 42 carri merci operato dalla Far East Land Bridge (Felb), la società del gruppo ferroviario russo Rzd. Il convoglio di container è arrivato a Varsavia due settimane fa completando il viaggio con partenza dalla città cinese di Suzhou in soli 14 giorni. Il trasporto sulla linea di oltre 7.600 chilometri è stato curato in collaborazione con la società ferroviaria polacca Pkp Cargo e con la Rzd Logistics.
Dall’inizio del 2014 il servizio diventerà settimanale per arrivare nel corso dello stesso anno ad offrire più partenze nell’arco dei sette giorni. Il presidente di Cargosped, Daniel Ryczek, sottolinea il consistente risparmio di tempo garantito dalla spedizione dei carichi per via ferroviaria dalla costa orientale della Cina all’Europa occidentale, due settimane contro il mese e anche oltre di viaggio necessario per i trasporti via mare.
Arresti di diplomatici e furti nelle residenze alzano la tensione fra Paesi Bassi e Russia
Circa tre settimane fa i Paesi Bassi avevano arrestato l'ambasciatore russo all'Aja Dmitry Borodin.
Era stato un errore, ma a parte alcune scuse ufficiali, L'Aja non si é mai interessata a prendere provvedimenti nei confronti dei poliziotti coinvolti. Anzi, il Primo Ministro olandese Mark Rutte ha anche dichiarato che mai ne avrebbe presi e che per lui la situazione si era chiarita e conclusa.
A peggiorare la situazione, circa due settimane fa, il fatto che l'abitazione della delegazione russa all'Aja é stata forzata e e violata. I russi pensano siano ancora state indagini del Governo Olandese che per il momento tace..
domenica 27 ottobre 2013
L'Arabia Saudita forse rinuncia al suo seggio biennale al Consiglio di Sicurezza ONU
Riad, eletta per la prima volta membro non permanente del Consiglio di sicurezza dell’Onu per un mandato di due anni, ha rinunciato al seggio al Consiglio.
Secondo il governo saudita l’organismo internazionale “è incapace di porre fine alle guerre e a trovare una soluzione dei conflitti”. Chiaro il riferimento alla crisi siriana che in due anni mezzo ha causato migliaia di morti. Una decisione “senza precedenti”, come ha sottolineato la Russia, che non ha digerito la decisione.
La decisione infatti non è stata comunicata ufficialmente, per cui Riad potrebbe cambiare idea.
Il governo turco, che come Riad è un sostenitore convinto della ribellione contro il presidente Bashar al-Assad, ha avuto parole non certo tenere per il Palazzo di Vetro: “Ha perso un bel po’ di creditibilità”, ha detto il presidente Abdullah Gul, citato dall’agenzia Dogan.
Anche la Francia “condivide la frustrazione” dei sauditi, ha riferito un portavoce del ministero degli Esteri.
L’obiettivo principale è realizzare la conferenza di pace Ginevra 2 a metà novembre. Il segretario di Stato Usa John Kerry ha annunciato che martedì prossimo a Londra torneranno a riunirsi gli ‘Amici della Siria’, il cartello internazionale comprendente diversi Paesi occidentali e altri Stati arabi che appoggiano le forze di opposizione al regime di Bashar al-Assad. “Stiamo cercando di far progredire il processo di pace”, ha dichiarato Kerry.
Se l’Arabia Saudita rimarrà ferma sulla decisione di rinunciare al seggio come membro non permanente al Consiglio di Sicurezza dell’Onu, il candidato in prima fila a prendere il suo posto è il Kuwait che era il primo Paese arabo del gruppo Asia-Pacifico, in lizza per sedere in Consiglio nel biennio 2018-2019.
sabato 19 ottobre 2013
ABKHAZIA: 20 ANNI DI INDIPENDENZA DE FACTO
Gli Abkhazi, o Abcasi, nell'italianizzazione del nome, sono un antichissimo popolo del Caucaso. A differenza di molti altri popoli dell'area non si sono particolarmente dispersi nella regione, in Europa o nel resto del mondo. In epoca post romana e nel medio evo il Ducato Abcaso era addirittura più grande e forte del principato georgiano. Questo fino a quando tutte le tribù georgiane non si sono unite e hanno dato vita a un regno che iniziò ad includere anche il territorio abcaso. Con la conquista russa della Georgia, l'Abkhazia o Abcasia, é stata declassata a territorio autonomo all'interno di una repubblica georgiana federata all'Unione Sovietica. Dall'inizio del 900 a inizio anni '90 dello stesso secolo i georgiani hanno "invaso" il territorio abcaso, georgianizzandolo. Questo nonostante l'Unione Sovietica avesse concesso qualche autonomia al popolo abcaso che però si era ritrovato a rappresentare solo il 15% della popolazione del suo territorio.
Con lo sfascio dell'URSS la Georgia si rese indipendente e confermò la sua costituzione pre-Sovietica. Da qui il terrore degli abcasi che videro la propria autonomia terminata.
Per questo motivo dichiararono l'indipendenza, ovviamente non riconosciuta né dalla Georgia né da alcun altro paese al mondo. Questo fatto portò a due guerre durante le quali i georgiani furono decimati e deportati.
Dagli oltre 500.000 abitanti della repubblica negli ultimi anni dell'URSS si é passati a poco più di 200.000. La composizione però é stata stravolta: oggi gli abcasi sono tornati nuovamente ad essere la maggioranza, rappresentando quasi il 44% del totale.
L'Abkhazia potè vincere contro la più grande e popolata Georgia perché portò avanti le sue guerre contemporaneamente all'Ossezia del Sud, altra repubblica autonoma interna alla Georgia e perché poté contare sull'appoggio della Russia. La Russia appoggia l'indipendenza dell'Abkhazia per poter contare su agevolazioni nella perforazione di idrocarburi al largo del Mare del Nord davanti alla costa Abcasa e per poter aprire le sue coste all'imprenditoria turistica Russa.
Dal 1993 l'Abkhazia é di fatto indipendente. Solo dal 2008 ha cominciato a ricevere riconoscimenti internazionali che al momento però si riducono a una manciata: Russia, Nicaragua, Venezuela, Nauru, Vanuatu e Tuvalu. Anche Ossezia del Sud e Transnistria la riconoscono, ma anch'esse non sono riconosciute dall'ONU.
A 20 anni dall'indipendenza de facto l'Abkhazia si riduce quindi a essere uno stato fantoccio, appoggiato dall'enorme madre Russia che la usa per proprio scopi energetici e per indebolire il vicino georgiano dalla tradizione cristiana che l'avvicina alla ricca Unione Europea e la rende inattaccabile.
Un anniversario forse un po' amaro: non riconosciuta, una popolazione che non permette di poter essere equiparata a una nazione mediamente importante, e che non riuscirebbe a darle nemmeno rappresentanza in diversi paesi del mondo a causa dei costi (un paese, oggi, riesce a essere in grado di pagare tutte le strutture di cui ha bisogno una nazione moderna quando supera i 2 milioni di abitanti).
Fra poco ci saranno le Olimpiadi invernali di Sochi, località balneare russa vicino all'Abkhazia. Riuscirà questa manifestazione ad alzare la questione abkhaza all'attenzione del mondo oppure l'Abkhazia, insieme al suo popolo, é destinata a rimanere una regione non riconosciuta e conosciuta dal mondo?
lunedì 28 marzo 2011
La russa Gazprom entra nel gas del Bangladesh
La Russa Gazprom perforera' nel prossimo futuro almeno 10 pozzi di gas per conto dello Stato del Bangladesh e cerchera' di riattivarne altri due di vecchia data. Lo scrive il quotidiano The Financial Express di Dacca. Una delegazione della compagnia russa e' attualmente nella capitale bengalese per colloqui con le autorita' locali, e il presidente dell'impresa partner locale, Petrobangla, ha dichiarato che 'siamo assolutamente favorevoli alla cooperazione di Gazprom con il settore energetico nazionale'.sabato 26 marzo 2011
Accordo sullo stoccaggio del gas naturale fra Russia e Slovacchia


Il ministro dell'Energia russo, Sergej Shmatko ed il suo collega slovacco, Juraj Mishkovy, hanno progettato la costruzione nel Paese centroeuropeo di tre siti di stoccaggio e riserva di gas naturale.
Queste strutture garantiranno alla Slovacchia non solo sicurezza energetica, ma anche costanti forniture di oro blu dal Mosca, da cui Bratislava dipende al 99%. Chi invece non avrà vantaggi é l'ucraina che non é più considerata dalla Russia come il partner preferito per lo stoccaggio di gas prima della sua distribuzione all'intera Europa Occidentale.
Accordo Norvegia-Russia per il Mare di Barents e l'Oceano Artico
Il parlamento norvegese ha ratificato all’unanimità l’accordo con la Russia sul mare di Barents e sul Mar glaciale artico. L’accordo, raggiunto tra il premier norvegese Jens Stoltenberg e il presidente Medvedev l’anno scorso, è stato firmato cinque mesi dopo a Murmansk da Jonas Gahr Støre, ministro degli esteri norvegese e il ministro degli esteri russo Sergey Lavrov.
“L’accordo rafforzerà ulteriormente la cooperazione tra la Norvegia e la Russia nel campo della pesca e dello sfruttamento degli idrocarburi” ha spiegato Støre, sottolineando come “siano finalmente stati risolti 40 anni di trattative su un territorio di 125 mila chilometri quadrati”.
Tuttavia le perplessità in Norvegia non mancano. "È una tragedia per le zone settentrionali del pianeta” aveva detto Lars Haltebrekken, direttore del gruppo ecologista norvegese Naturvernforbundet. “Mentre il ghiaccio si scioglie e l’ambiente naturale è minacciato dall’innalzamento delle temperature, sembra che il governo norvegese sia concentrato soprattutto a cercare di estrarre ancora più petrolio e ancora più gas.”
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