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sabato 23 novembre 2013
Scontri alla frontiera Pakistan - Iran
Un mese fa Quattordici guardie di frontiera iraniane sono state uccise in uno scontro a fuoco al confine con il Pakistan. "Quattordici guardie di frontiera sono state uccise in un scontro nella regione di Saravan (Sistan e Balucistan) mentre altre cinque sono rimaste ferite", non si é saputo se l'attacco sia stato opera di "banditi o ribelli ostili al Repubblica Islamica".
sabato 16 novembre 2013
Ripresa dei rapporti diplomatici fra Iran e Canada e Regno Unito
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, la signora Marzieh Afkham, ha annunciato ieri l’intenzione dell’Iran di riprendere i contatti con la Gran Bretagna e il Canada, i cui interessi sono al momento seguiti a Teheran dall’Italia dopo la chiusura dell’ambasciata del paese americano.
Della cosa si sarebbe parlato a New York già nel corso dell’ultima Assemblea delle Nazioni Unite e Afkham ha confermato ieri che presto vi sarà “La nomina di incaricati d’affari non residenti, ovvero del primo passo verso l’apertura delle ambasciate; le relazioni saranno normalizzate poco a poco”.
L’ambasciata canadese in Iran è stata chiusa il 7 settembre 2012, mentre quella britannica è stata assaltata nel novembre 2011.
sabato 2 novembre 2013
Alleggerimento delle sanzioni internazionali all'Iran?
La Casa Bianca sta valutando una proposta di alleggerimento delle sanzioni contro l'Iran, che prevede di offrire a Teheran la disponibilità di miliardi di dollari in fondi congelati in cambio dell'adozione di misure specifiche per limitare il programma di sviluppo nucleare iraniano. E' quanto riporta oggi il New York Times, citando una fonte dell'amministrazione di Barack Obama.
USA vendono armi all'Arabia Saudita nonostante il raffreddamento dei rapporti
L'industria bellica statunitense sta per concludere un affare da dieci miliardi di dollari con Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti (EAU). Se il Congresso darà il via libera, come prevede la legge per questo tipo di transazione, Riad e Abu Dhabi acquisteranno munizioni ed equipaggiamenti per gli F16, missili a lunga gittata, bombe guidate e a piccolo diametro (bunker buster bomb), oltre a servizi di assistenza delle Forze armate Usa di stanza nel regno saudita.
Gli ordini dell'Arabia Saudita non sembrano essere stati messi in forse dalla strada imboccata dalla Casa Bianca su Siria e nucleare iraniano, che scontenta gli alleati storici di Washington. La casa reale, assieme agli altri Stati della Penisola arabica, si è molto irritata per l'accordo Usa-Russia sulle armi chimiche siriane, che ha scongiurato un attacco contro il regime di Bashar al Assad. Un rivale che Riad vorrebbe vedere cacciato dal potere e per questo finanzia i gruppi dell'opposizione siriana in quella che per diversi aspetti è diventata una guerra per procura. Quando è stata approvata la risoluzione Onu sulla Siria, il ministro degli Esteri Saud al-Faisal in segno di disaccordo ha cancellato il suo discorso all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite.
Una sorta di rappresaglia economica che ha fatto temere un boicottaggio dei prodotti bellici occidentali da parte di grandi acquirenti come le monarchie del Golfo. Salterebbero commesse miliardarie non soltanto con gli Stati Uniti. E ci sarebbe anche un problema di integrazione dei sistemi bellici cinesi con quelli dell'Alleanza Atlantica, per ragioni di tecnologia differente e ovviamente di sicurezza.
Ma a irritare Riad non è soltanto il dossier siriano. C'è anche l'inatteso disgelo tra Stati Uniti e Iran, nemico giurato delle monarchie del Golfo già ai tempi dello scià, con cui il confronto è aperto in Siria: Teheran è il principale alleato di Assad e di Hezbollah.
Riad non ha gradito l'atteggiamento statunitense verso le rivolte e ha digerito male il sostegno di Washington ai Fratelli Musulmani saliti al potere nel dopo Mubarak. Quando il golpe militare dello scorso luglio ha deposto Morsi, la Casa Bianca ha sospeso gli aiuti, ma è stata subito rimpiazzata da un'iniezione di petrodollari (12 miliardi) arrivati dal Consiglio di cooperazione del Golfo, una sorta di piccola Nato del Golfo.
sabato 26 ottobre 2013
Ulteriore raffreddamento fra Israele e Turchia
Nel periodo di massima tensione tra governo turco e Stato ebraico per il rifiuto del governo israeliano di scusarsi per l'uccisione dei nove attivisti turchi pro-Palestina (della nave Mavi Marmara abbordata dall'esercito israeliano nel maggio del 2010), all'inizio dello scorso anno il Primo ministro turco Recep Tayyip Erdogan ha deciso di punire Israele, fornendo ai servizi segreti di Tehran i nomi di dieci spie iraniane al soldo del Mossad. Questo quanto afferma David Ignatius, senior editor del Washington post.
domenica 27 marzo 2011
Arrestato il figlio di Mehdi Karrubi in Iran
Ali Karrubi, figlio di Mehdi Karrubi, uno dei leader dell'opposizione iraniana, e' stato arrestato il 22 febbraio, secondo alcuni siti dell'opposizione. Il sito Sahamnews, dello stesso Karrubi, riferisce che la scorsa notte il figlio del leader e' stato arrestato insieme con la moglie, Nafiseh Panahi, che qualche tempo dopo e' stata rilasciata, mentre le forze di sicurezza hanno compiuto un raid nella casa dello stesso Mehdi Karrubi e l'hanno perquisita. Karrubi e' praticamente agli arresti domiciliari.
sabato 26 marzo 2011
Nuove rivolte in Iran
L'onda delle rivolte in Medio Oriente riaccende l'Iran, che da anni tenta di liberarsi da un sistema dispotico e di far giustizia dopo le elezioni truccate che hanno dato vincitore per la seconda volta Ahmadinejad.
Nel corso delle manifestazioni a Teheran almeno un manifestante è rimasto ucciso in scontri con le forze dell'ordine. Lo riferisce la giornalista americana di origine iraniana Christiane Amanpour che lavora per l'emittente Abc. La Amanpour ha precisato, con un messaggio via twitter, che contro i manifestanti sono stati sparati colpi d'arma da fuoco.Intanto è stata rilasciata Faezeh Hashemi, la figlia dell'ex presidente iraniano Akbar Hashemi Rafsanjani, fermata mentre partecipava ad una manifestazione non autorizzata dell'opposizione. Lo scrive l'agenzia semi-ufficiale Fars.

Nel contempo Ahmad Maleki, primo segretario e viceconsole del consolato generale della Repubblica islamica d'Iran a Milano, ha fatto defezione per denunciare la politica di Ahmadinejad e del suo regime, ed ha così raggiunto il popolo iraniano nella sua lotta per la liberazione dell'Iran", ha annunciato in un comunicato Amir Hossein Jahanchahi, fondatore dell'Onda verde.domenica 13 febbraio 2011
L'Iran Festeggia e Invidia la Libertà Conquistata dagli Egiziani
Nell'estate del 2009 ci furono diverse manifestazioni, "l'onda verde", a Tehran contro il governo iraniano. Per paura che ci possano essere dei ritorni, l'alto funzionario del Ministro dell'interno Mehdi Alikhani Sadr ha annunciato che saranno vietate tutte le manifestazioni a sostegno delle rivolte egiziane. E' stata quindi bocciata la richiesta di manifestare dei due leader dell'opposizione più popolari: Mir Hossein Mousavi e Mehdi Karroubi.
I blogger iraniani hanno accolto l'uscita di scena del Presidente egiziano Hosni Mubarak sia con gioia che con invidia. Per coincidenza, Mubarak è caduto proprio il giorno del 32esimo anniversario della rivoluzione iraniana del 1979, guidata dall'Ayatollah Khomeini che portò alla deposizione dello Scià Reza Pahlavi.
Alcuni blogger hanno approfittato dell'occasione per ricordare che il Movimento Verde sta organizzando per lunedì 14 febbraio varie dimostrazioni nel nome dell'Egitto e della Tunisia.
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