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sabato 19 ottobre 2013

GLI USA CERCANO LA TREGUA FRA CONGO E M23


I ribelli di etnia tutsi in Congo si chiamano M23 e cercano l'ndipendenza nella regione dei "Grandi Laghi". Data l'etnia e la notevole forza, tutta la comunirtà internazionale pensa che siano appoggiati sia da Uganda sia da Ruanda,per creare un nuovo stato da spartirsi. Notevoli sono le risorse economiche nella zona: a parte l'alto numero di abitanti in tutto il Congo, ci sono Cobalto, Rame, Pietre Preziose oltre a legnami pregiati della foresta pluviale. Senza contare dei corsi d'acqua che potrebbero fornire energia idroelettrica.

Da dieci mesi il Governo del Congo e gli M23 si trovano a Kampala per accordarsi su un trattato di pace. Gli USA hanno spinto perché arrivino ad un accordo sulla base della proposta avanzata dal Governo Ugandese.

domenica 27 marzo 2011

Brogli elettorali in Uganda


Dopo il rapporto di ActionAid sono molto forti i dubbi sulla legittimità della vittoria alle ultime elezioni ugandesi di Yoweri Museveni che in questo modo estende per la quarta volta il suo mandato presidenziale in Uganda e rientrerà presto nella schiera dei leader africani più longevi. Secondo le denunce di attivisti e osservatori, i partiti e i candidati ugandesi hanno utilizzato una quantità di denaro senza precedenti per influenzare gli esiti delle urne e uno scandalo corruzione, che ha coinvolto tutti i parlamentari ugandesi, ha spinto la società civile a insorgere pacificamente.
Intimidazioni e corruzioni. Lo scorso venerdì, lunghe file ai seggi elettorali e un'affluenza al 59% hanno caratterizzato le elezioni. E dopo lo spoglio, l'ex-comandante ribelle ha ottenuto le preferenze di oltre 5 milioni di ugandesi, il 68% dei votanti. Il principale sfidante, Kizza Besigye, fermo al 26% e sconfitto per la terza volta, ha respinto con decisione il risultato, paventando brogli e irregolarità per tutto il corso della campagna elettorale. Tanto da ritenere necessario spendere metà del budget dell'opposizione per inviare un milione di osservatori ai seggi di tutto il paese, per limitare il ricorso alle intimidazioni e alla corruzione dei votanti.
"Il popolo non può esprimersi". "E' ormai chiaro che il volere del popolo non trova espressione in un processo elettorale che si svolge all'interno di un contesto di corruzione e repressione politica", ha dichiarato Besigye, arrivando persino a minacciare rivolte da parte dei suoi sostenitori per rimuovere il "governo illegittimo", in linea con quanto "sta accadendo in altre parti del mondo".
Finora solo proteste pacifiche. L'osservatore dell'Unione Europea Edward Scicluna si è detto soddisfatto del carattere pacifico di queste elezioni, nonostante si siano verificati alcuni scontri tra i sostenitori delle diverse fazioni in alcune zone del paese. 
ActionAid: "Il governo ridìa il denaro ai cittadini".  "Un così alto tasso di corruzione non ha precedenti in Uganda.", ha dichiarato Charles Businge, responsabile di ActionAid in Uganda, una delle diverse organizzazioni internazionali che partecipano alla protesta. "Museveni è sotto pressione per un massiccio pagamento da 2,7 milioni di dollari ai membri del parlamento, elargito poche settimane prima delle elezioni e al di fuori di ogni procedura legale. Il nuovo governo deve immediatamente restituire il denaro e utilizzarlo per lo sviluppo di scuole e ospedali. Il giusto utilizzo delle risorse pubbliche è fondamentale in un paese povero come l'Uganda e la decisione di distribuire una grossa quantità di denaro ai parlamentari è solo un esempio dell'indifferenza e dell'egoismo degli attuali leader".

sabato 26 marzo 2011

Rielezione di Yoweri Museveni in Uganda


Il presidente dell'Uganda governa il paese da oltre 20 anni. Il suo nome é Yoweri Museveni ed e' stato eletto alle ultime elezioni per un quarto mandato successivo con il 68% dei voti. Lo ha annunciato la commissione elettorale, aggiungendo che l'affluenza alle urne e' stata del 59%.
Secondo i dati ufficiali, Museveni ha ottenuto 5,5 milioni di voti, contro i 2 del principale avversario, Kizza Besigye. Quest'ultimo, che seguì Museveni come suo medico durante la rivolta che lo porto' al potere nel 1986, ha accusato oggi le forze governative di brogli e intimidazioni degli elettori.
Besigye intende riunire oggi il suo partito per decidere come rimuovere "il governo illegitimo". "La gente protestera' come sta accadendo in altre parti del mondo", ha aggiunto, riferendosi alle proteste e rivolte che stanno agitando il mondo arabo.

domenica 20 febbraio 2011

Elettricità per L'Uganda Occidentale


Effettivamente é dalla notte dei tempi che si sa che l'energia, insieme alla disponibilità di cibo, é la condizione necessaria perché una società si sviluppi. Beh c'é anche l'istruzione, é vero, che troppe volte viene data per scontata. Sta di fatto che l'Uganda, come si sa é uno dei paesi più poveri al mondo . La notizia é che entro l'anno sarà completata una centrale idroelettrica da 18MW sul fiume Mpanga, nella regione occidentale dell'Uganda. I lavori sono iniziati nel 2008 e per la costruzione della centrale sono stati impiegati 200 giovani disoccupati. Una volta diventato operativo l'impianto, il cui costo finale sara' di circa 26 milioni di dollari, fornira' per la prima volta energia elettrica a oltre 20.000 nuclei familiari, oltre che a scuole e ospedali dell'Uganda occidentale.