Visualizzazione post con etichetta Regno Unito. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Regno Unito. Mostra tutti i post
domenica 17 novembre 2013
UK: il trimestre con la crescita più alta dal 2010
L'ONS (Office for National Statistics) ha annunciato oggi che in base alle sue stime preliminari il PIL del Regno Unito è cresciuto nel terzo trimestre del 2013 dello 0,8%. Si è trattato della più forte crescita dal secondo trimestre del 2010. Il dato ha corrisposto alle previsioni degli economisti.
sabato 16 novembre 2013
Ripresa dei rapporti diplomatici fra Iran e Canada e Regno Unito
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, la signora Marzieh Afkham, ha annunciato ieri l’intenzione dell’Iran di riprendere i contatti con la Gran Bretagna e il Canada, i cui interessi sono al momento seguiti a Teheran dall’Italia dopo la chiusura dell’ambasciata del paese americano.
Della cosa si sarebbe parlato a New York già nel corso dell’ultima Assemblea delle Nazioni Unite e Afkham ha confermato ieri che presto vi sarà “La nomina di incaricati d’affari non residenti, ovvero del primo passo verso l’apertura delle ambasciate; le relazioni saranno normalizzate poco a poco”.
L’ambasciata canadese in Iran è stata chiusa il 7 settembre 2012, mentre quella britannica è stata assaltata nel novembre 2011.
domenica 10 novembre 2013
Tassi di crescita ritornati forti come nel 2010 in Regno Unito
Nel Regno Unito l'economia dovrebbe essere cresciuta dello 0,8% nel terzo trimestre. Se le stime degli economisti dovessero rivelarsi corrette, si tratterebbe della migliore performance del Pil britannico dal secondo trimestre di tre anni fa, quando la crescita fu dello 0,7%.
sabato 2 novembre 2013
14 nuove zone economiche speciali in Polonia per attirare gli investimenti stranieri
Oltre ai già esistenti, la Polonia ha deciso di inaugurare 14 zone economiche speciali nei 16 voivodatio che compongono la repubblica, zone dove chi vuole investire e creare posti di lavoro paga poche tasse e segue iter burocratici ad alta velocità.
Nonostante il 2013 sia l'anno più difficile per la Polonia, il Pil crescerà dell’1,7% e dopo la Gran Bretagna é il Paese europeo che ha attratto più investimenti stranieri.
Il paese ha speso bene i fondi strutturali europei, utilizzandone l’87 per cento. E lo stesso conta di fare con i 76 miliardi di euro stanziati per la Polonia nel bilancio comunitario 2014-2020.
La Polonia era già pronta ad accogliere il premier Enrico Letta, nel vertice intergovernativo programmato per il 2 ottobre, ma la crisi lampo del Governo, il voto di fiducia proprio il 2 ottobre, ha fatto saltare l’incontro bilaterale.
Eppure l’Italia è al settimo posto tra i Paesi investitori, con poco meno di 9 miliardi di euro copre il 5,3% del totale di progetti stranieri in Polonia.
Anche il vicepremier e ministro dell’economia Janusz Piechocinski sarebbe pronto a sciogliere le riserve e ad assicurare la partecipazione della Polonia all’Expo 2015 a Milano. "Per noi è una città troppo cara - dicono dal ministero dell’Economia - ma se serve per stringere nuovi rapporti, allora potremmo trovare le risorse necessarie per l’Expo".
Tema Euro: il governo vuole entrare, ma prima vuole completare le riforme, come quella previdenziale. Intanto Unicredit crede talmente tanto nella Polonia, che ha lanciato un’offerta per rilevare Bgz, banca controllata dall’olandese Rabobank. L’Italia in Polonia non è solo finanza o infrastrutture. Ferrero da 15 anni, a Belk Duzy, 50 chilometri da Varsavia, sforna ovini Kinder Raffaello e Kinder Bueno. La Ferrero dà lavoro a quasi 1400 persone, più altri mille nell’indotto e fattura 620 milioni di euro. Dai dolci all’automotive, soprattutto con Fiat e Brembo. Poi c’è il gruppo Indesit, che nella regione di Lodz ha sei stabilimenti, sia per il caldo che per il freddo, dove lavorano 3.300 dipendenti. Mentre Finmeccanica è pronta ad accaparrarsi una commessa del ministero della Difesa per 70 elicotteri, tramite AgustaWestland.
sabato 19 ottobre 2013
SI DEL SENATO AL GASDOTTO TAP
E' arrivato il 17 ottobre il "si" del Senato al TAP, il progetto di gasdotto che tende a portare il gas Azero del Mar Caspio in Europa senza passare dalla Russia i dall'Africa del Nord, ma da Turchia, Grecia e Albania, arrivando ad avere la prima base di stoccaggio in Italia, in provincia di Lecce.
Un 'opportunità per diversificare la provenienza delle fonti energetiche in Europa.
Il gasdotto entrerà in funzione nel 2018 portando 10 miliardi di metri cubi di gas all'anno, per essere raddoppiati l'anno successivo. Sarà lungo 800km di cui 105 sotto l'Adriatico.
Ad esultare per il momento sono soprattutto le aziende che partecipano a TAP, che sono la britannica Bp (20%), la turca Socar (20%), la norvegese Statoil (20%), la belga Fluxys (16%), la francese Total (10%), la tedesca e.On (9%) e la svizzera Axpo (5%). Tutti giganti provenienti da paesi che non ospiteranno il gasdotto (Turchia a parte).
Etichette:
Albania,
Azerbaigian,
Belgio,
Francia,
Germania,
Grecia,
Italia,
Norvegia,
Regno Unito,
Svizzera,
Turchia
domenica 27 marzo 2011
Terre rare nell'Helmand dell'Afghanistan
Il sottosuolo della provincia dell’Helmand, regione dell'Afghanistan controllata di fatto dai Talebani vale 3 mila miliardi di dollari, grazie alla presenza delle Terre rare, 17 minerali strategici utilizzati in ogni campo dell’elettronica, dai cellulari alle auto ibride, dai missili ai monitor.
L’Helmand é grande quanto Lombardia e Veneto messe insieme, cuore del surge dell’etnia pashtun, dove si produce fino al 50% dell’oppio afghano. In questa provincia nel 2009 gli angloamericani hanno lanciato un’offensiva, forte di 15 mila soldati. Uno sforzo che si è dimostrato inutile. Nel 2010 l’attacco è così ripartito con il più grande trasporto di truppe via aerea dopo il Vietnam.
E' una zona ricca anche di oro e rame (30 miliardi di riserve a Zana Khan). Al momento non si parla di uranio, mentre nella provincia di Herat, sotto controllo italiano, vi sono depositi di litio per 60 miliardi.
Fino al 2009, il 97% delle Terre rare mondiali era estratto ed esportato dalla Cina, che ne aveva fatto il proprio petrolio. I bassi costi di estrazione avevano determinato l’abbandono dei giacimenti di Mountain Pass in California e in altre nazioni produttici. Ma due anni fa la Cina ha pesantemente ridotto l’export, concentrandosi sulla produzione interna prevedendo un rialzo futuro dei prezzi.Il mercato di questi elementi è infatti destinato a triplicare nei prossimi 20 anni e la domanda supera già l’offerta: mentre si cercano di riattivare le miniere americane e gli europei guardano all'Africa, la valle dell’Helmand è diventata l’Ultima Thule dei mercati hi tech.
Non per niente, un'ampia delegazione britannica si è recentemente incontrata col ministro afgano per le Miniere Wahidullah Shahrani.L’incontro ha stabilito un'agenda economica utile anche a Kabul, visto che lo sfruttamento del sottosuolo può garantire al governo Karzai entrate meno avvilenti di quelle attuali. Si è deciso di utilizzare i fondi dell’Agenzia del Regno Unito per lo Sviluppo internazionale, l’invio di tecnici e la formazione di personale afghano.
Washington da parte sua intende disporre tre basi permanenti (il che smentisce l’uscita dall’Afghanistan entro 2015). I siti militari statunitensi saranno dislocati in zone strategiche, dove già si trovavano vecchie postazioni sovietiche. La notizia ha provocato nuovi attacchi kamikaze e la certezza di una reazione militare talebana, con un’offensiva di primavera che inevitabilmente coinvolgerebbe anche le nostre truppe.
sabato 26 marzo 2011
Brutti risultati finanziari nell'ultimo periodo per il Regno Unito
Non sono buone le notizie in ambito finanziario che giungono dal Regno Unito: nel quarto trimestre 2010 l'economia si è contratta, il deficit pubblico nel 2011 supererà il 10% del prodotto nazionale, il debito pubblico si avvicina al 70% del GDP, mentre l'inflazione supera il 4%.
Dati preoccupati, soprattutto perché non indicano una ripresa, seppur debole, come invece raccontano i dati degli altri paesi europei. Nonostante ciò é da sottolineare che ad esempio l'Italia registra da anni dei dati ben peggiori di questi.
L'Islanda nega il risarcimento a Regno Unito e Paesi Bassi per il fallimento di una banca

Dopo il crack finanziario degli ultimi anni, l'Islanda dice un secco no alla restituzione di quattro miliardi ai risparmiatori inglesi e olandesi colpiti dal fallimento della banca on line Icesave. Il presidente islandese, Olafur Ragnar Grimsson, si è infatti rifiutato di firmare l'accordo con Gran Bretagna e Olanda per rimborsare 4 miliardi ai circa 300 mila risparmiatori della banca on line, controllata da Landsbanki e fallita nel 2008.La decisione di Grimsson non può che inasprire i rapporti con Gran Bretagna e Olanda dopo che il governo aveva convinto i due Paesi a negoziare un nuovo accordo dopo che il primo era stato già bocciato proprio con un referendum nel marzo del 2010. Così, la società di rating Fitch tagliò il proprio giudizio sul credito dell'Islanda a 'spazzatura'. Da parte loro, anche le agenzie Moody's e Standard & Poor's riservarono al debito islandese il più basso grado di investimento.L'ultimo accordo 'Icesave' sarebbe costato allo Stato circa 404 milioni di dollari, mentre il debito rimanente sarebbe stato ripagato con la cessione di asset di Landsbanki.

Il presidente dell'Islanda ha soprattutto degli incarichi onorifici ma ha il potere di indire un referendum, un'opzione rara utilizzata solo due volte dall'indipendenza del Paese che risale al 1944.
domenica 13 febbraio 2011
Intervista a Giacomo Sanfelice di Monteforte, Ambasciatore Italiano in India
Vorrei postare uno stralcio di un'intervista di Luigi Caricato al nuovo Ambasciatore d'Italia in India, Giacomo Sanfelice di Monteforte. L'intervista completa, potete trovarla qui: http://www.teatronaturale.it/articolo/10846.html , ma io ho trovato particolarmente interessanti questi punti:
- Caricato chiede all'ambasciatore quali siano le opportunità commerciali dell'Italia in India.
La risposta mi lascia un po' insoddisfatto: l'Italia sarà anche il 4° partner commerciale fra i paesi UE, ma prima di tutti i paesi UE, quali sono gli altri grandi partner commerciali indiani? Mi risulta difficile pensare che USA, Cina, Giappone, Australia e Pakistan non abbiano valori maggiori ai nostri. E soprattutto: il Belgio. Come é mai possibile che un paese così piccolo abbia ancora fette di mercato così immense, soprattutto nei confronti di un paese enorme e dal potenziale immenso?
- Considerazioni sull'India e sull'importanza di queste cifre.
Iscriviti a:
Post (Atom)





