Visualizzazione post con etichetta Egitto. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Egitto. Mostra tutti i post

lunedì 25 novembre 2013

Liberalizzata la costruzione di chiese Copte in Egitto



I copti potranno costruire liberamente le loro chiese in Egitto, senza più bisogno di aspettare anni per l’autorizzazione. È quanto prevede una norma approvata ieri al Cairo dal Comitato dei cinquanta, l’assemblea che sta stendendo le modifiche alla costituzione varata dagli islamisti nel 2012.

domenica 3 novembre 2013

L'Egitto ha chiuso la frontiera con la Libia



L'Egitto ha chiuso la frontiera di Salloum con la Libia dopo il sequestro di 20 lavoratori egiziani nella città libica di Ajdabiya da parte di uomini armati che chiedono la liberazione di alcuni prigionieri libici detenuti in Egitto. Secondo i media sarebbero più di 70 i camionisti rapiti in diverse occasioni dalla milizia, che ha minacciato di ucciderli o di rapirne altri qualora il governo egiziano non rilasci i detenuti.

sabato 2 novembre 2013

USA vendono armi all'Arabia Saudita nonostante il raffreddamento dei rapporti



L'industria bellica statunitense sta per concludere un affare da dieci miliardi di dollari con Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti (EAU). Se il Congresso darà il via libera, come prevede la legge per questo tipo di transazione, Riad e Abu Dhabi acquisteranno munizioni ed equipaggiamenti per gli F16, missili a lunga gittata, bombe guidate e a piccolo diametro (bunker buster bomb), oltre a servizi di assistenza delle Forze armate Usa di stanza nel regno saudita.
Gli ordini dell'Arabia Saudita non sembrano essere stati messi in forse dalla strada imboccata dalla Casa Bianca su Siria e nucleare iraniano, che scontenta gli alleati storici di Washington. La casa reale, assieme agli altri Stati della Penisola arabica, si è molto irritata per l'accordo Usa-Russia sulle armi chimiche siriane, che ha scongiurato un attacco contro il regime di Bashar al Assad. Un rivale che Riad vorrebbe vedere cacciato dal potere e per questo finanzia i gruppi dell'opposizione siriana in quella che per diversi aspetti è diventata una guerra per procura. Quando è stata approvata la risoluzione Onu sulla Siria, il ministro degli Esteri Saud al-Faisal in segno di disaccordo ha cancellato il suo discorso all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite.
Una sorta di rappresaglia economica che ha fatto temere un boicottaggio dei prodotti bellici occidentali da parte di grandi acquirenti come le monarchie del Golfo. Salterebbero commesse miliardarie non soltanto con gli Stati Uniti. E ci sarebbe anche un problema di integrazione dei sistemi bellici cinesi con quelli dell'Alleanza Atlantica, per ragioni di tecnologia differente e ovviamente di sicurezza.
Ma a irritare Riad non è soltanto il dossier siriano. C'è anche l'inatteso disgelo tra Stati Uniti e Iran, nemico giurato delle monarchie del Golfo già ai tempi dello scià, con cui il confronto è aperto in Siria: Teheran è il principale alleato di Assad e di Hezbollah.
Riad non ha gradito l'atteggiamento statunitense verso le rivolte e ha digerito male il sostegno di Washington ai Fratelli Musulmani saliti al potere nel dopo Mubarak. Quando il golpe militare dello scorso luglio ha deposto Morsi, la Casa Bianca ha sospeso gli aiuti, ma è stata subito rimpiazzata da un'iniezione di petrodollari (12 miliardi) arrivati dal Consiglio di cooperazione del Golfo, una sorta di piccola Nato del Golfo.

domenica 27 marzo 2011

Per la prima volta un esponente dell'opposizine a governo in Egitto


Il mese scorso l'Egitto ha nominato un membro del partito liberale di opposizione Wafd Ministro del Turismo, con una decisione senza precedenti.
Mounir Abdel Nour, segretario generale del partito Wafd, ha accettato di entrare a fare parte del governo ad interim.
Wafd rappresenta tradizionalmente il bastione dei liberaldemocratici in Egitto, ma negli ultimi anni il partito ha dato l'impressione di lasciarsi cooptare dal governo di Hosni Mubarak, rovesciato lo scorso 11 febbraio.

venerdì 25 marzo 2011

Nasce il nuovo partito su base religiosa in Egitto


Il Tribunale Amministrativo Superiore del Cairo ha autorizzato con decisione definitiva la costituzione del primo partito politico egiziano a base religiosa, composto da musulmani e copti. E' il partito Al Wasat (in arabo approssimativamente 'Nel Mezzo'), il cui fondatore e' Abu El Ela Madi, appartenente ad una corrente di giovani moderati della Confraternita dei Fratelli Musulmani, ma in forte contrapposizione con la dirigenza tradizionale del movimento. 

I Fratelli Musulmani non Vogliono Creare una Repubblica Islamica in Egitto


I Fratelli Musulmani sono contrari a qualsiasi regime di tipo iraniano in Egitto, non presenteranno un candidato per la presidenza, non mirano ad avere la maggioranza dei seggi nel Parlamento che uscira' dalle prossime elezioni e non considerano i cristiani copti egiziani di seconda categoria. Lo dichiara il portavoce della Confraternita, El Katatni, alla tv di stato egiziana, che conferma invece il progetto di dare vita ad un partito politico che "chiami all'Islam" e all'azione politica.

domenica 13 febbraio 2011

A Piazza Tahrir i Rivoltosi Puliscono la Loro Rabbia


Molte volte la curiosità fa molto di più della vera e propria notizia. Dopo essersi sentiti vittoriosi, essendo riusciti a cacciare Mubarak dal paese, nonostante non sappiano se il loro futuro sarà migliore o peggiore, gli egiziani vogliono mostrare al mondo il loro lato migliore, così, se l'esercito sta smontando le barricate dalla piazza, la gente comune, sta spazzando via vetri, detriti, sporcizia. Ecco alcune dichiarazioni dei cittadini: "Vogliamo dimostrare al mondo che siamo una grande Nazione civilizzata" oppure "Abbiamo protestato per un cambiamento politico. Ora che abbiamo cominciato a cambiare politicamente, lo stesso popolo deve cambiare se stesso"

Il Giorno Dopo le Dimissioni di Mubarak


Il popolo di Piazza Tahrir é libero. O almeno ha ottenuto la prima richiesta che aveva avanzato: Mubarak ha dato le dimissioni e pare stia lasciando il paese.Ora, peró, che succede? E' l''esercito egiziano, come sempre nella storia del paese,  ad aver assunto il controllo del Paese dopo le dimissioni dell'ex rais Hosni Mubarak. L'esercito ha annunciato nel suo "comunicato numero 4" che sarà garantita una "transizione pacifica" per "preparare il terreno a un potere civile ed eletto in vista della costruzione di uno Stato democratico libero". L'Egitto, inoltre, "rispetterà i trattati esistenti, regionali e internazionali". Un annuncio accolto favorevolmente dal primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, perché il trattato tra Israele ed Egitto è "una pietra miliare per la pace e la stabilità dell'intero Medio Oriente".