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domenica 10 novembre 2013

Conferenza "Ginevra 2 " per la questione siriana: il 23 novembre



Dopo mesi di discussioni, e dopo aver sfiorato l'interventi americano e francese, è stata stabilita la data per la conferenza di pace sulla Siria, la cosiddetta Ginevra 2: si terrà il 23 novembre e ad annunciarlo è stato il segretario della Lega Araba Nabil al-Arabi su indicazioni dell'inviato speciale dell'Onu Lakhdar Brahimi. La conferenza rappresenterà un momento per tentare di far convergere tutte le parti in conflitto su un governo di transizione.


giovedì 7 novembre 2013

Cipro approva basi ONU sul suo territorio



Il governo della Repubblica di Cipro ha approvato la creazione sull'isola di una base di appoggio per la missione congiunta tra l'Onu e l'Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (Opac), incaricata dell'eliminazione dell'arsenale chimico siriano, oltre alla fornitura di servizi per le operazioni di sicurezza della missione stessa. Lo ha annunciato il portavoce del governo di Nicosia, Christos Stylianides.

sabato 2 novembre 2013

Alleggerimento delle sanzioni internazionali all'Iran?



La Casa Bianca sta valutando una proposta di alleggerimento delle sanzioni contro l'Iran, che prevede di offrire a Teheran la disponibilità di miliardi di dollari in fondi congelati in cambio dell'adozione di misure specifiche per limitare il programma di sviluppo nucleare iraniano. E' quanto riporta oggi il New York Times, citando una fonte dell'amministrazione di Barack Obama.

USA vendono armi all'Arabia Saudita nonostante il raffreddamento dei rapporti



L'industria bellica statunitense sta per concludere un affare da dieci miliardi di dollari con Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti (EAU). Se il Congresso darà il via libera, come prevede la legge per questo tipo di transazione, Riad e Abu Dhabi acquisteranno munizioni ed equipaggiamenti per gli F16, missili a lunga gittata, bombe guidate e a piccolo diametro (bunker buster bomb), oltre a servizi di assistenza delle Forze armate Usa di stanza nel regno saudita.
Gli ordini dell'Arabia Saudita non sembrano essere stati messi in forse dalla strada imboccata dalla Casa Bianca su Siria e nucleare iraniano, che scontenta gli alleati storici di Washington. La casa reale, assieme agli altri Stati della Penisola arabica, si è molto irritata per l'accordo Usa-Russia sulle armi chimiche siriane, che ha scongiurato un attacco contro il regime di Bashar al Assad. Un rivale che Riad vorrebbe vedere cacciato dal potere e per questo finanzia i gruppi dell'opposizione siriana in quella che per diversi aspetti è diventata una guerra per procura. Quando è stata approvata la risoluzione Onu sulla Siria, il ministro degli Esteri Saud al-Faisal in segno di disaccordo ha cancellato il suo discorso all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite.
Una sorta di rappresaglia economica che ha fatto temere un boicottaggio dei prodotti bellici occidentali da parte di grandi acquirenti come le monarchie del Golfo. Salterebbero commesse miliardarie non soltanto con gli Stati Uniti. E ci sarebbe anche un problema di integrazione dei sistemi bellici cinesi con quelli dell'Alleanza Atlantica, per ragioni di tecnologia differente e ovviamente di sicurezza.
Ma a irritare Riad non è soltanto il dossier siriano. C'è anche l'inatteso disgelo tra Stati Uniti e Iran, nemico giurato delle monarchie del Golfo già ai tempi dello scià, con cui il confronto è aperto in Siria: Teheran è il principale alleato di Assad e di Hezbollah.
Riad non ha gradito l'atteggiamento statunitense verso le rivolte e ha digerito male il sostegno di Washington ai Fratelli Musulmani saliti al potere nel dopo Mubarak. Quando il golpe militare dello scorso luglio ha deposto Morsi, la Casa Bianca ha sospeso gli aiuti, ma è stata subito rimpiazzata da un'iniezione di petrodollari (12 miliardi) arrivati dal Consiglio di cooperazione del Golfo, una sorta di piccola Nato del Golfo.

venerdì 1 novembre 2013

La Guerra del Latte fra Lituania e Russia


E' un periodo interessante per la Lituania, che oltre a dirigere il semestre dell'UE, si trova ad essere eletta nel Consiglio di Sicurezza temporaneo dell'ONU.
Oltre a ciò, una pesante scaramuccia sta inasprendo ancor di più i già difficili rapporti con l'ex oppressore e vicino gigante russo.
La Lituania vorrebbe aumentare le esportazioni di latte e prodotti caseari verso la Russia e i paesi ex URSS come Azerbaigian, Ucraina e Moldavia, ma la Russia dall'8 ottobre sta chiudendo le sue frontiere a questi prodotti provenienti da Lituania ma anche Estonia e Lettonia. Il primo ministro Lituano ha promesso che ci saranno ritorsioni e che sicuramente il paese si rivolgerà al WTO.

domenica 27 ottobre 2013

L'Arabia Saudita forse rinuncia al suo seggio biennale al Consiglio di Sicurezza ONU



Riad, eletta per la prima volta membro non permanente del Consiglio di sicurezza dell’Onu per un mandato di due anni, ha rinunciato al seggio al Consiglio.
Secondo il governo saudita l’organismo internazionale “è incapace di porre fine alle guerre e a trovare una soluzione dei conflitti”. Chiaro il riferimento alla crisi siriana che in due anni mezzo ha causato migliaia di morti. Una decisione “senza precedenti”, come ha sottolineato la Russia, che non ha digerito la decisione.
La decisione infatti non è stata comunicata ufficialmente, per cui Riad potrebbe cambiare idea.
Il governo turco, che come Riad è un sostenitore convinto della ribellione contro il presidente Bashar al-Assad, ha avuto parole non certo tenere per il Palazzo di Vetro: “Ha perso un bel po’ di creditibilità”, ha detto il presidente Abdullah Gul, citato dall’agenzia Dogan.
Anche la Francia “condivide la frustrazione” dei sauditi, ha riferito un portavoce del ministero degli Esteri.
L’obiettivo principale è realizzare la conferenza di pace Ginevra 2 a metà novembre. Il segretario di Stato Usa John Kerry ha annunciato che martedì prossimo a Londra torneranno a riunirsi gli ‘Amici della Siria’, il cartello internazionale comprendente diversi Paesi occidentali e altri Stati arabi che appoggiano le forze di opposizione al regime di Bashar al-Assad. “Stiamo cercando di far progredire il processo di pace”, ha dichiarato Kerry.
Se l’Arabia Saudita rimarrà ferma sulla decisione di rinunciare al seggio come membro non permanente al Consiglio di Sicurezza dell’Onu, il candidato in prima fila a prendere il suo posto è il Kuwait che era il primo Paese arabo del gruppo Asia-Pacifico, in lizza per sedere in Consiglio nel biennio 2018-2019.

sabato 19 ottobre 2013

CILE PER LA QUINTA VOLTA AL CONSIGLIO DI SICUREZZA ONU


Per la quinta volta nella sua storia il Cile é stato eletto come rappresentante dell'America al Consiglio Di Sicurezza dell'ONU fra i seggi non permanenti.
Il Cile é sostenitore dell'inclusione di Brasile, Germania, India e Giappone fra i membri permanenti e per aumentare al contempo il numero di seggi non permanenti.

ELETTI I NUOVI MEMBRI NON PERMANENTI DEL CONSIGLIO DI SICUREZZA DELL'ONU



L'Assemblea generale delle Nazioni unite ha eletto Nigeria, Ciad, Arabia Saudita, Lituania e Cile come cinque membri non permanenti del Consiglio di sicurezza per il biennio 2014-2015. Il Ciad, l'Arabia Saudita e la Lituania non hanno mai fatto parte del Consiglio.
I cinque Paesi, eletti con la maggioranza dei due terzi dei voti, sostituiranno a partire dal primo gennaio Azerbaigian, Guatemala, Marocco, Pakistan e Togo. I seggi in Consiglio di sicurezza vengono assegnati a seconda delle regioni e sono i gruppi regionali a nominare i loro candidati. Quest'anno per la prima volta tutte le regioni avevano trovato accordo unanime sui propri candidati, ma negli ultimi anni alcune delle candidature furono duramente contestate.
I gruppi per i diritti umani hanno criticato soprattutto l'elezione di Riyad. Philippe Bolopion, direttore di Human Rights Watch presso le Nazioni unite, ha denunciato anche la scelta di Nigeria e Ciad. "Il prestigio di un seggio al più importante tavolo diplomatico - ha affermato - dovrebbe spingere i nuovi membri a mettere le cose in ordine nei loro Paesi".