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sabato 16 novembre 2013
Manifestazioni contro l'austerity in Portogallo
Scioperi per quasitutte le categorie di lavoratori pubblici in Portogallo: dai sergenti ai professori.
Tra le altre misure impopolari figurano la riduzione dei salari nel pubblico impiego e l'aumento di 5 ore settimanali dell'orario, l'aumento dell'età pensionabile a 66 anni, il blocco delle pensioni di reversibilita' se il cumulo supera i duemila euro mensili.
Il bilancio prevede una manovra di 3,9 miliardi (il 2,3% del PIL) per rispettare i paramenti imposti dalla Troika (UE, BCE, FMI) per la concessione di 78 miliardi nel 2011, e che per il 2014 prevedono un disavanzo del 4%.
domenica 10 novembre 2013
Portogallo:dati di crescita positivo nel terzo trimestre 2013
L'economia è cresciuta in modo sostenuto nel secondo trimestre, segnando +1,1% trimestre su trimestre. Il commercio estero netto e la domanda interna hanno contribuito entrambi positivamente (rispettivamente di 0,3 e 0,8 punti percentuali). La spesa per i consumi è salita per la prima volta dal 2010 (+0,4% trimestre su trimestre), supportata dagli sviluppi positivi del mercato del lavoro e da consumatori più ottimisti.
Il Portogallo studia di chiedere un Prestito per togliersi dall'empasse del controllo finanziario internazionale
Il Portogallo sta trattando con i creditori internazionali per la concessione di una linea di finanziamento 'precauzionale' all'inizio dell'anno prossimo, fiducioso di non dover fare ricorso a un secondo pacchetto di salvataggio.
Lo dice il ministro dell'Economia Antonio Pires de Lima.
"Davvero non credo avremo bisogno di un secondo programma" dichiara.
Alla possibilità che Lisbona ricorra a una linea di credito precauzionale ha già fatto riferimento il mese scorso il vice premier Paulo Portas, secondo cui Lisbona deve porre fine al "periodo di protettorato estero" in vigore secondo l'attuale schema degli aiuti internazionali, mentre un prestito 'standby' sarebbe una formula completamente diversa.
A metà del 2014 termina il programma degli aiuti Ue-Fmi-Bce e il Portogallo deve tornare a finanziarsi sui mercati. Molti analisti sono del parere che Lisbona avrà comunque bisogno di ulteriore tutela da parte dei partner comunitari.
sabato 2 novembre 2013
La Troika richiede nuove misure al Portogallo
La Troika, in cambio del generoso piano di “salvataggio”, ha imposto al conservatore Passos Coelho di tagliare gli stipendi pubblici. Dal 2014 tutti i dipendenti pubblici portoghesi che guadagnano più di 600 euro si vedranno tagliare lo stipendo da un minimo del 2,5% ad un massimo del 12%. Ma non basta. La Troika ha imposto il licenziamento del 3% dei dipendenti pubblici, in un paese in cui la disoccupazione ha già superato quota 17,4%. Non solo. La Troika ha anche ordinato (la proposta ora è al vaglio della Corte Costituzionale di Lisbona) di aumentare l’orario settimanale dei lavoratori pubblici da 35 a 40 ore. Misure che lo Stato, senza possibilità di scelta, deve necessariamente applicare. La Troika chiede anche che vengano privatizzate le aziende in attivo, come la Rete Energetica Nazionale. Privatizzare significa vendere a prezzi di saldo, agli amici della Troika ovviamente, le aziende che producono. I soldi che si ricaveranno dalla vendita (un po’ come i nostri soldi dell’IMU che sono serviti a salvare il Monte Paschi di Siena) serviranno per salvare dal fallimento il quinto gruppo finanziario del paese, la Banif.
A giugno 2014 finiranno i finanziamenti internazionali al Portogallo: la situazione attuale
Il buon andamento che ha caratterizzato il mercato obbligazionario italiano ha interessato anche altri mercati periferici, il Portogallo in particolare. All'inizio di ottobre la Troika ha confermato l'erogazione di una ulteriore tranche di aiuti pari a 5,6 miliardi. Il piano di finanziamento a Lisbona fu approvato nel 2011 e prevede un aiuto complessivo di 78 miliardi di euro dei quali fino ad oggi ne sono stati erogati 65. La Troika ha lasciato il paese dopo aver passato al setaccio le misure di austerity implementate dal Governo ma non ha ceduto alla richiesta portoghese di poter allentare il vincolo di bilancio sul deficit per il 2014 portandolo al 4,5%. Lisbona dunque dovrà probabilmente ricorrere nei prossimi mesi ad ulteriori misure per raggiungere il 4% di rapporto deficit pil per il prossimo anno. Intanto lo stock di debito complessivo continua a crescere . Alla fine dello scorso mese le stime per il rapporto debito/pil per il 2013 sono state nuovamente alzate al 127,8%. Rimane preoccupante più che altro la sua dinamica ovvero la velocità con cui il rapporto è salito a fronte sì di una caduta del Pil, ma anche contestualmente di un aumento in valore assoluto del debito stesso. Questo rapporto era infatti il 95% meno di 3 anni fa e sta salendo mediamente con una velocità di 3-4 punti percentuali a trimestre.
Dal punto di vista occupazionale ormai il tasso delle persone senza lavoro è intorno al 17%. Poiché il piano di aiuto si esaurirà entro il giugno 2014 appare assolutamente necessario che il paese per quel tempo sia in grado di finanziarsi nuovamente in maniera autonoma, riuscendo ad emettere continuativamente debito sul mercato dei capitali. Accanto però ad alcuni segnali incoraggianti ( tra cui la sorprendente crescita del Pil dell'1,1% nel secondo trimestre supportata da una stabilizzazione della domanda e da un buon andamento delle esportazioni e delle scorte) emergono anche molte difficoltà soprattutto a livello politico. Oltre all'ostilità interna l'iter delle misure di austerity si trova a fronteggiare anche la Corte Costituzionale che ha già bocciato più di una volta le misure implementate dal Governo e successivamente cassate dalla Corte Costituzionale, quali ad esempio alcune misure fiscali che penalizzavano i dipendenti governativi lo scorso mese di Aprile o il licenziamento in alcuni settori della pubblica amministrazione. Lo stesso aumento delle ore nella settimana lavorativa da 35 a 40 potrebbe essere rigettato dalla Corte.
Il nuovo Ministro delle Finanze Maria Albuquerque, che ha preso il posto a luglio del dimissionario Victor Gaspar, ha recentemente dichiarato che il paese non ha alcuna intenzione di chiedere nuovi aiuti, una volta esauriti quelli attuali. C'è da vedere come evolverà la situazione, considerando anche il fatto che a settembre l'agenzia di rating S&P ha nuovamente messo sotto osservazione (negative watch) Lisbona, misura che potrebbe sfociare in un ulteriore downgrade, attualmente situato a BB e quindi comunque già ampiamente sotto il livello di Investment Grade.
domenica 27 marzo 2011
Portogallo: si torna ai livelli di crisi di novembre
I costi del debito pubblico del Portogallo stanno portando il Paese sull’orlo del baratro: il rendimento dei titoli decennali portoghesi è salito oggi fino al 7,59 per cento, con lo spread (differenziale di rendimento), rispetto al corrispondente bund tedesco che si è riportato sui massimi dal 30 novembre scorso.
Torna così a salire la pressione sui bond lusitani, anche da parte dell’Unione europea. E mentre il governo di Lisbona ribadisce che il Paese non ha bisogno di un salvataggio europeo, la Bce è intervenuta sul mercato acquistando bond portoghesi.
La Bce – stando alle indiscrezioni riportate da Bloomberg – avrebbe nuovamente comprato i bond di Lisbona per allentare la tensione e il rendimento è così calato al 7,46%. In mattinata un portavoce del governo ha assicurato che il Portogallo non ha bisogno di ”aiuti esterni” escludendo categoricamente che Lisbona stia contrattando un salvataggio finanziario.
I dati del Paese sono negativi anche sul fronte disoccupazione, che supera l’11% e tocca i massimi dal 1998.
Nel 2010 l’economia è cresciuta dell’1,4%, in base alla stima preliminare dell’Istituto di statistica nazionale, ma per effetto delle misure di austerity si prevede per il 2011 una contrazione del Pil tra l’1 e l’1,8%.
domenica 20 febbraio 2011
Il Portogallo Vuole riacquistare i suoi Bond
Il Portogallo aveva in programma di riacquistare il 16 febbraio parte dei 9,4 miliardi di titoli di Stato in scadenza ad aprile e a giugno. Lo scrive il Financial Times, spiegando che così il Tesoro portoghese intende rassicurare il mercato sulla capacità di Lisbona di evitare un salvataggio finanziario. Lo avrà fatto per davvero?
Fortunatamente si, si tratta solo di una parte però, ovvero di 1 mld di € :e inoltre ha dovuto pagare rendimenti piu' alti. Il tasso medio e' salito al 3,987% dal 3,71% dell'asta dello scorso 2 febbraio.
In rallentamento anche la domanda che ha superato di 1,9 volte l'offerta contro le 2,6 volte della precedente asta.
Per lo meno, però, si allontana di un po' il rischio bancarotta come per la Grecia...Chissà per quanto...
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