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lunedì 25 novembre 2013
Previsioni del Business Monitor International per l'economia albanese
Il rapporto sulle previsioni per l'ultimo quarto 2013 relative all'economia albanese, da parte Business Monitor International sostiene una lieve ripresa del consumo interno e una più sostenuta crescita delle esportazioni che dovrebbero portare la crescita del PIL al 2,1 per cento nel 2013 e al 3,2 per cento nel 2014.
Le politiche del Governo dovrebbe portare ad una moderata riduzione del deficit, dall'8,6 all'8,2 per cento del PIL (nel 2012 il dato era al 9,9 per cento); più articolata la situazione della bilancia commerciale: la domanda interna ancora debole, sommata alla ripresa delle esportazioni, dovrebbe portare ad un miglioramento del saldo; tuttavia, rispetto all'andamento della domanda esterna restano alcune incognite.
BMI pensa che la prospettiva della membership UE dell'Albania si estenda ancora oltre i prossimi dieci anni: il possibile ottenimento dello status di candidato ufficiale entro la fine del 2013 si scontra con questioni ancora irrisolte come il la diffusione della corruzione e le frizioni a livello locale.
sabato 16 novembre 2013
Non é stato raggiunto il quorum del referendum per avviare le trattative sull'entrata di San Marino nell'Unione Europea
La Repubblica di San Marino non vuole intraprendere il cammino verso l’Unione europea. Così hanno deciso i cittadini del piccolo Stato tra Marche e Romagna, chiamati alla urne questa domenica per esprimersi su due referendum, tra cui quello per dire “sì” o “no” all’avvio della procedura di adesione all’Ue. Il quorum, fissato al 32% non è stato raggiunto. Le preferenze, sulla base dei voti validi, si sono quasi equivalse: i “sì” sono stati 6.733, contro una quota di “no” pari a 6.657.
Ad esprimersi sull’avvio delle trattative con Bruxelles, erano chiamati circa 33 mila abitanti della Repubblica, che fin dai giorni scorsi erano apparsi divisi. A favore dell’adesione i partiti di sinistra, contrarie diverse liste civiche mentre i partiti di centro, tra cui il Partito democratico cristiano, forza consistente nel parlamento sanmarinese, aveva invitato a votare scheda bianca. Ma la questione non sembra avere appassionato i cittadini del Titano, che in pochi si sono presentati ad esprimere la loro preferenza.
A spaventare i contrari, soprattutto l’adesione ai trattati di libera circolazione che potrebbe, per uno stato di appena 61 chilometri quadrati, causare squilibri demografici non trascurabili. Per non parlare poi della probabile riforma del sistema bancario che Bruxelles potrebbe chiedere a San marino.
Il mondo contro gli USA per la questione Datagate: una parte dei rapporti bilaterali
Una delle ultime tempeste sulle intercettazioni a tappeto di mail e telefonate ha colpito la Francia.
Difficile giustificare come «monitoraggio anti-terrorismo», 73 milioni di email e conversazioni telefoniche di cittadini transalpini passate al setaccio dalla Nsa in meno di un mese (dal 10 dicembre 2012 all'8 gennaio 2013), come ha rivelato il quotidiano Le Monde.
Il presidente Hollande ha espresso «profondo biasimo», per i metodi dell'intelligence Usa. In un incontro rigorosamente a porte chiuse, il ministro degli Esteri francese Laurent Fabius, pur «evitando escalation», ha rinnovato al segretario di Stato americano Kerry la richiesta di«tutte le spiegazioni necessarie» sul caso.
Per ristabilire un «rapporto di rispetto tra partner alleati», l'Eliseo vuole poi che le «operazioni di raccolta delle informazioni siano regolamentate in un quadro bilaterale».
Da Parigi, Kerry è volato a Roma, dove le acque sono meno agitate. Ma non certo calmissime.
All'inizio di ottobre, una delegazione del Comitato parlamentare di controllo sui Servizi segreti (Copasir) parlò con i vertici dell'intelligence americana. Il vicedirettore della Nsa John Inglis, in particolare, raccontò al gruppo in missione negli Usa che l'agenzia intercetta e cattura anche il traffico dall'Italia.
I servizi segreti italiani pare che ne siano pienamente a conoscenza.
In Spagna, la polemica sul Datagate è di difficile gestione per il governo di Mariano Rajoy e rischia di deflagrare in sede europea.
L'esecutivo dei conservatori ha affermato di non «essere a conoscenza» di intercettazioni a tappeto sul territorio iberico. Ma l'opposizione e l'opinione pubblica non credono alle dichiarazioni di Madrid.
Oltre al pressing continuo su Rajoy, si invita Bruxelles ad avviare un'operazione verità sugli Usa.
Ma i venti di guerra più forti spirano Oltreoceano. Dalla sua residenza in Brasile, Glenn Greenwald, ha dichiarato che «tutti i Paesi dell'America Latina sarebbero stati spiati dagli Usa».
In tutta risposta, il presidente messicano Enrique Peña Nieto ha appaltato un'inchiesta interna all'unità cibernetica della polizia e al servizio di controspionaggio per accertare se, durante il governo di Felipe Calderon, funzionari pubblici abbiano favorito la campagna di intercettazioni degli Usa.
Lo stesso faccia a faccia diplomatico fu richiesto, nel luglio scorso, dal Senato brasiliano. Rousseff non è stata per niente tenera con Obama.
Cancellata la sua visita alla Casa Bianca, in programma il 23 ottobre, a settembre la presidente brasiliana ha attaccato frontalmente gli Stati all'Onu. «Siamo di fronte a una grave violazione delle libertà civili e della sovranità nazionale del mio Paese», ha denunciato nel suo discorso.
Approvato il Rapporto Europeo per il Sahara Occidentale
I deputati europei chiedono la liberazione immediata dei prigionieri politici saharawi. Esprimono inoltre rammarico per il fatto che le Nazioni Unite non siano ancora riuscite a stabilire un meccanismo indipendente e credibile per il controllo dei diritti umani, e ricordano il respingimento da parte del governo marocchino di una delegazione di parlamentari europei volta a verificare la situazione dei territori occupati.
La popolazione Saharawi ha una dignità straordinaria, un livello di scolarizzazione molto elevato e una leadership politica di grande livello. Il diritto all'autodeterminazione del popolo saharawi é riconosciuto dai maggiori organismi internazionali e il Marocco sta subendo un isolamento diplomatico sempre più massiccio che speriamo porti presto all'organizzazione di un referendum affinché la popolazione sia finalmente libera di decidere il proprio futuro.
La Francia chiede un euro meno rigido
Il ministro dell’Industria Arnaud Montebourg che, in una intervista al quotidiano francese Le Parisien, se la prende con la Bce, affermando che l’Eurotower dovrebbe fare quello che ogni governo fa: “aggiustare il tasso di cambio nei nostri propri interessi”.
“L’euro è troppo costoso, troppo forte e un po’ troppo tedesco – ha detto Montebourg – Dovrebbe essere più italiano, francese, e semplicemente europeo”.
Il ministro ha aggiunto che un calo -10% del rapporto di cambio euro/dollaro aumenterebbe la ricchezza nazionale della Francia dell’1,2%, permettendo la creazione di 120.000 nuovi posti di lavoro e la riduzione del deficit di 12 miliardi di euro.
Se poi l’euro scendesse del 20%, la creazione dei nuovi posti di lavoro sarebbe di 300.000 unità e la riduzione del deficit di un terzo.
Montebourg ha messo in evidenza che l’Europa è “l’unica regione al mondo che, cinque anni dopo la crisi, non è tornata a crescere”.
martedì 12 novembre 2013
Scontro Argentina - UE sui dazi sui biocarburanti
L'Argentina ha annunciato di voler fare ricorso presso l'Organizzazione Mondiale del Commercio contro l'Unione europea quando entreranno in vigore i dazi sulle importazioni di biocarburanti argentini, approvati ieri.
"L'enorme pregiudizio che questa misura protezionista causerà a un'industria che si sta sviluppando in modo dinamico e innovatore non permette altra opzione", ha precisato il ministero degli Esteri argentino.
I paesi dell'Ue hanno approvato ieri la proposta della commissione europea di tassare pesantemente i produttori argentini e indonesiani di biocarburanti, accusati di dumping e già destinatari di imposte doganali provvisorie in Europa. La Commissione vorrebbe imporre una tassa tra il 22% e il 25% alle importazioni di biodiesel argentino, contro l'8% attuale. L'entrata in vigore è prevista il 28 novembre.
L'Argentina è il primo produttore mondiale di biodiesel, fabbricato dall'olio di soja, con una produzione di 2,5 milioni di tonnellate nel 2012 di cui 1,6 destinate all'esportazione; seguono l'Indonesia e la Malaysia che producono il biodiesel a partire dall'olio di palma.
domenica 10 novembre 2013
La Serbia vuole entrare nell'UE
La Serbia desidera diventare uno Stato membro dell'Ue al più presto possibile, meritando l'adesione sviluppando una società democratica prima del suo ingresso nell'Unione". Queste le parole del premier serbo, Ivica Dacic, dopo la riunione del primo consiglio di associazione Ue-Serbia, tre settimane fa. Dacic ha sottolineato come Belgrado oggi voglia essere considerato un partner credibile dai 28 Stati membri. "Invito l'Unione europea a crederci, i tempi sono cambiati e vogliamo avere relazioni serie, siamo un partner serio" ha detto il premier serbo. "L'Ue è il primo partner commerciale per la Serbia, i nostri scambi ammontano al 61% del nostro commercio estero: nel 2001 avevano un valore di 3 miliardi di euro, l'anno scorso sono arrivati a 13 miliardi di euro" ha spiegato Dacic. Nel percorso di integrazione nell'Unione europea, il premier serbo ha ribadito l'intenzione di "normalizzare le relazioni con Pristina"
Il deficit croato é troppo alto
La Croazia rischia di fare la fine della Grecia se non ridurrà il suo deficit di 1,7 miliardi di kuna (220 milioni di euro) nei primi tre mesi dell’anno prossimo.
Le cifre pubblicate il 21 ottobre da Eurostat indicano un deficit del 7,8 per cento del pil nel 2011 e del 5 per cento nel 2012, mentre il governo aveva indicato rispettivamente il 5 e il 3,5 per cento. Il deficit potrebbe raggiungere il 6 per cento nel 2013, nettamente superiore al 3 per cento autorizzato. A quel punto la Croazia rischierebbe una procedura d’infrazione per deficit eccessivo” da parte della Commissione europea.
Estremisti attaccan o il primo gay pride di Podgorica, Montenegro
Scontri sono scoppiati durante il Gay pride a Podgorica, in Montenegro. La polizia ha usato gas lacrimogeni dopo che un gruppo molto nutrito di oppositori dell'evento ha cominciato a lanciare sassi e bombe carta contro il corteo, composto da circa 150 attivisti per i diritti degli omosessuali. Le violenze sono scoppiate quando gli aggressori hanno provato a sfondare i cordoni di centinaia di agenti posti a protezione dei manifestanti. Sessanta le persone rimaste ferite, tra cui una ventina di poliziotti e 40 membri di gruppi di hooligan. Altri 60 gli arrestati, tra i circa 1.500 estremisti che hanno preso parte all'aggressione. Dopo il corteo i dimostranti sono stati evacuati in una località sicura a bordo di veicoli della polizia.Uno degli organizzatori della marcia, Danijel Kalezic, spiega che grazie ai cordoni di protezione il corteo ha potuto sfilare in modo pacifico per le strade della città. "Oggi le persone gay non sono più invisibili in Montenegro. Da oggi queste strade sono anche nostre", ha affermato Kalezic. Gay pride come questi sono considerati un test dell'impegno del Montenegro per la tutela dei diritti umani, visto che il Paese balcanico sta provando ad aderire all'Unione europea.
Il Portogallo studia di chiedere un Prestito per togliersi dall'empasse del controllo finanziario internazionale
Il Portogallo sta trattando con i creditori internazionali per la concessione di una linea di finanziamento 'precauzionale' all'inizio dell'anno prossimo, fiducioso di non dover fare ricorso a un secondo pacchetto di salvataggio.
Lo dice il ministro dell'Economia Antonio Pires de Lima.
"Davvero non credo avremo bisogno di un secondo programma" dichiara.
Alla possibilità che Lisbona ricorra a una linea di credito precauzionale ha già fatto riferimento il mese scorso il vice premier Paulo Portas, secondo cui Lisbona deve porre fine al "periodo di protettorato estero" in vigore secondo l'attuale schema degli aiuti internazionali, mentre un prestito 'standby' sarebbe una formula completamente diversa.
A metà del 2014 termina il programma degli aiuti Ue-Fmi-Bce e il Portogallo deve tornare a finanziarsi sui mercati. Molti analisti sono del parere che Lisbona avrà comunque bisogno di ulteriore tutela da parte dei partner comunitari.
Manifestazione a Bucarest per chiedere l'annessione della Moldavia
Il 20 ottobre circa cinquemila persone hanno manifestato a Bucarest per chiedere l’unione tra Moldavia e Romania, oltre a una legge che rafforzi i rapporti tra i due paesi. La manifestazione ha avuto luogo un mese prima del vertice di Vilnius sul Partenariato orientale durante il quale la Moldavia firmerà l’Accordo di associazione con l’Ue.
Il patto aprirà il mercato europeo ai prodotti moldavi e secondo la Commissione europea porterà una crescita a medio termine del 12 per cento per il paese.
giovedì 7 novembre 2013
Accordi per commercio prodotti agricoli fra UE e Costa Rica
Lo scorso 1° ottobre é entrato in vigore l'accordo di libero scambio tra Costa Rica e i rappresentanti europei di Spagna, Paesi Bassi, Regno Unito, Germania e Italia per la commercializzazione dei meloni.
Grazie ai GSP (Generalized systems of preferences, in italiano Sistemi generalizzati di preferenze), in cui è inclusa la Costa Rica, la nazione sudamericana può godere di dazi doganali agevolati per le importazioni verso destinazioni europee.
Grazie ai GSP (Generalized systems of preferences, in italiano Sistemi generalizzati di preferenze), in cui è inclusa la Costa Rica, la nazione sudamericana può godere di dazi doganali agevolati per le importazioni verso destinazioni europee.
sabato 2 novembre 2013
L'Ue si mobilita, insieme a Usa, Australia e Nuova Zelanda, per la creazione di sette maxi-aree protette in Antartide, che da sole coprirebbero una superficie grande quasi quanto la metà dell'Unione europea.
Questo forte segnale politico arriva alla vigilia della riunione annuale della Commissione per la conservazione delle risorse marine viventi dell'Antartide (Ccamlr), composta da 25 membri e di cui fa parte anche l'Italia, che parte il 23 ottobre prossimo a Hobart, in Australia. Proprio nel luglio scorso una riunione straordinaria della stessa Commissione, che avrebbe dovuto creare appunto le nuove aree marine protette, è finita con un nulla di fatto, principalmente a causa dell'ostruzionismo di Russia, Cina e Giappone. Nodo principale dei colloqui, la questione della pesca, per via di specie come il krill, che fa gola per il business degli integratori di Omega3.
L'appuntamento australiano si prospetta quindi come un nuovo braccio di ferro fra due blocchi.
Le acque dell'Antartide costituiscono fino al 10% dei mari del Pianeta e ospitano quasi diecimila specie, fra cui mammiferi e uccelli marini, inclusi pinguini, balene e foche.
L'Oceano del Sud contiene alcuni degli ecosistemi più incontaminati al mondo e i suoi nutrienti sono trasportati nel globo dalle correnti oceaniche, alimentando gran parte della vita marina.
Protesta Indigena in Colombia
La Colombia dal 14 ottobre è attraversata da una delle proteste indigene più importanti degli ultimi anni. E’ la Minga Indígena Social y Popular, che ha mobilitato almeno 40mila indigeni di varie etnie.
Le “mingas” sono marce che simboleggiano l’unità indigena, in contrapposizione alle divisioni territoriali imposte dal colonialismo spagnolo prima e oggi dallo Stato. Quella odierna coinvolge almeno dieci dipartimenti regionali su 32 che si sono uniti stremati dalle politiche neoliberiste del governo guidato da Juan Manuel Santos Calderón.
“Le nostre richieste sono cinque – spiegano i manifestanti: Chiediamo fine dello sfruttamento delle miniere, restituzione dei territori, difesa dei diritti umani, cambio della politica economica e agraria di questo esecutivo. Infine vogliamo promuovere l’autonomia e diritti come popolazioni indigene”. Le ultime notizie parlano già di mano dura da parte di Santos: comunicati delle organizzazioni indigene denunciano la violenza dei battaglioni dell’Esmad, corpo militare antisommossa, a Buonaventura, nella regione del Valle del Cauca, ma anche nel Huila, mentre in molte parti della Colombia la tensione sale, con scontri fra eserciti guerriglieri e militari.
La protesta indigena è la prosecuzione del Paro Agrario Nacional, il grande sciopero contadino partito il 19 agosto e che per quasi due mesi ha bloccato l’intera Colombia. Agricoltori piccoli e medi dal Nord al Sud del Paese chiedevano la cessazione immediata del Trattato di Libero Commercio siglato dal governo di Manuel Santos con Stati Uniti, Unione Europea e Cina. Una forma di liberismo estremo che impone, fra le altre cose, l’acquisto di semi transgenici e fertilizzanti, prezzi più bassi e lavoro a condizioni insostenibili. Santos ha usato la mano dura mandando i battaglioni dell’Esmad. Una scelta che ha provocato dodici vittime e 450 feriti.
Dati sanitari da terzo mondo in Regno Unito
I tagli al Welfare operati dal governo di David Cameron hanno per ora portato solo a un aumento del livello di povertà. Tanto che la Croce rossa, per la prima volta dai tempi della Seconda Guerra mondiale, è in mobilitazione per distribuire cibo, e Birmingham, città tra le più popolate del Regno Unito, ha raggiunto livelli di mortalità infantile peggiori di quelli di Cuba.
Già a maggio era stato rivelato che oltre 500 mila britannici chiedevano aiuto per poter mangiare. Ed è probabile che gli inglesi in difficoltà siano aumentati, visto che è stata chiamata la Croce rossa.
Il problema, però, non riguarda solo il Regno Unito.
Con la recessione, sempre più famiglie in tutta Europa faticano ad acquistare cibo. Secondo un report di ottobre della Croce rossa, negli ultimi tre anni c’è stato un aumento del 75% di persone che hanno chiesto aiuti per mettere la cena in tavola: nel Vecchio Continente sono 43 milioni coloro che non si nutrono abbastanza, e 120 milioni quelli a rischio povertà.
Russia minaccia ripercussioni sull'economia Ucraina in caso di firma di partnership con l'UE
Il Consigliere del Presidente della Federazione Russa Sergey Glazyev ha dichiarato durante il Forum Eurasiatico di Verona che la firma dell'Ucraina alla possibile partnership con l'Unione Europea sara' un freno al dialogo eurasiatico.
L'ingresso di fatto impedirebbe l'accesso dell'Ucraina nell'Unione doganale di Russia, Bielorussia e Kazakistan.
''L'Ucraina dovra' deliberare una collaborazione verso Unione europea senza avere possibilita' di influenzarla, mentre il principale mercato per l'Ucraina e' quello russo. La conseguenza della firma sara' la diminuzione del credito russo e un possibile default per cui occorreranno 15 miliardi di dollari e per la stabilizzazione dell'economia almeno a 35 miliardi. L'Unione europea sara' in grado di sostituirsi alla Russia? Il responsabile per l'Ampliamento e per le Politiche di vicinanza della Commissione europea, Stefan Fule, afferma che l'accordo dell'Ucraina con l'Unione europea portera' a una crescita del Pil del 7% ma dietro queste parole non c'e' nessuna realta', solo chiacchierare politiche''.
Fondi europei per i profughi siriani in Libano
L'Unione europea ha deciso di stanziare altri 70 milioni di euro per aiutare i piu' poveri dei rifugiati siriani in Libano a superare l'inverno. Lo ha annunciato la responsabile della delegazione della Ue a Beirut, Angelina Eichhorst, durante un incontro degli ambasciatori dei Paesi europei con il presidente della Repubblica, Michel Sleiman.
Complessivamente, ha aggiunto Eichhorst, le istituzioni europee e i Paesi membri hanno già stanziato 500 milioni di euro per aiutare il Libano - Paese con circa quattro milioni di abitanti - a far fronte ad un'invasione di 800mila profughi dalla Siria negli ultimi due anni. Durante l'incontro di oggi è stata esaminata anche la situazione della sicurezza del Libano, minacciato dalle tensioni tra fazioni favorevoli e contrarie al regime siriano, sfociate più volte in scontri armati e attentati.
Approvati i 9 corridoi di comunicazione fondamentali per la vitalità dell'economia europea
A quasi due anni dalla presentazione della lista degli assi fondamentali per i trasporti e l'economia europea, la Commissione europea ha approvato quelli che dovranno essere realizzati entro il 2030. Si tratta di nove corridoi di trasporto intermodale, per un’unica rete che mette in collegamento porti, aeroporti, strade e ferrovie di tutta europea.
''Corridoio Baltico-Adriatico'' (Polonia-Slovacchia-Repubblica ceca-Austria-Italia), ritenuto dall’Ue uno dei più importanti assi stradali e ferroviari trans-europei. La sua realizzazione comprende progetti ferroviari come la galleria di base del Semmering, la linea ferroviaria del Koralm in Austria e le sezioni transfrontaliere tra Polonia, Repubblica ceca e Slovacchia.
''Corridoio mare del Nord-Mar Baltico'' (Paesi Bassi-Belgio-Germania-Polonia-Lituania-Lettonia-Estonia-Finlandia) che collegherà la Finlandia con l'Estonia con navi traghetto e creerà collegamenti stradali e ferroviari moderni tra i tre Stati baltici, da un lato, e la Polonia, la Germania, i Paesi Bassi e il Belgio, dall'altro. Il corridoio comprende anche collegamenti fluviali tra il fiume Oder e i porti di Germania, Paesi Bassi e Belgio, come il ''Mittelland-Kanal''. Il progetto più importante è il ''Rail Baltic'', una ferrovia europea a scartamento standard tra Tallinn, Riga, Kaunas e la Polonia nordorientale.
''Corridoio Mediterraneo'' (Spagna-Francia-Italia-Slovenia-Croazia-Ungheria), essenzialmente stradale e ferroviario a parte il fiume Po e qualche altro canale nel Norditalia. I principali progetti ferroviari lungo questo corridoio sono i collegamenti Lione-Torino e la sezione Venezia-Lubiana.
''Corridoio orientale-Mediterraneo orientale'' (Germania- Repubblica ceca-Slovacchia-Austria-Ungheria-Romania-Bulgaria-Grecia-Cipro) che collega le interfacce marittime di mare del Nord, mar Baltico, mar Nero e Mediterraneo ottimizzando l'uso dei relativi porti e delle rispettive autostrade del mare. Include l'Elba come via navigabile interna, e andrà dalla Grecia a Cipro via mare.
''Corridoio scandinavo-mediterraneo'' (Finlandia-Norvegia-Svezia-Danimarca-Germania-Austria-Italia-Malta), un asse nord-sud cruciale per l'economia europea. I progetti più importanti di questo corridoio sono il collegamento fisso del Fehmarnbelt e la Galleria di base del Brennero, con le rispettive vie di accesso. Il corridoio raggiunge quindi via mare Malta passando dall'Italia meridionale e dalla Sicilia.
''Corridoio Reno-Alpi'' (Italia-Svizzera-Francia-Germania-Belgio-Paesi Bassi) che costituisce una delle rotte merci più trafficate d'Europa e collega i porti del Mare del Nord di Rotterdam e Anversa con il Mar Mediterraneo a Genova. I principali progetti sono le gallerie di base in Svizzera, in parte già ultimate, e le loro vie di accesso in Germania e in Italia.
''Corridoio atlantico'' (Portogallo-Spagna-Francia-Germania) che collega la parte occidentale della Penisola iberica e i porti di Le Havre e Rouen a Parigi e quindi a Mannheim/Strasburgo con linee ferroviarie ad alta velocità e linee ferroviarie convenzionali parallele, includendo anche la Senna come via navigabile interna.
''Corridoio mare del Nord-mar Mediterraneo'' (Irlanda-Gran Bretagna-Paesi Bassi-Belgio-Lussemburgo-Francia), corridoio multimodale che comprende acque navigabili interne nel Benelux e in Francia (i fiumi Mosa, Reno, Schelda, Senna, Saona e Rodano), acque navigabili esterne (i porti di Fos-sur-Mer e Marsiglia), nonché un'interconnessione tra le isole britanniche e l'Europa continentale.
''Corridoio Reno-Danubio'' (Romania-Bulgaria-Ungheria-Croazia-Austria-Repubblica ceca-Slovacchia-Germania-Francia). Le arterie fluviali principali sono il Meno e il Danubio, con cui collega le regioni centrali intorno a Strasburgo e Francoforte sul Meno attraverso la Germania meridionale a Vienna, Bratislava e Budapest per arrivare infine al Mar Nero, con una sezione importante tra Monaco di Baviera e Praga, Zilina, Kosice e il confine ucraino.
Soldi UE per ammodernamento gasdotti polacchi
La Commissione europea ha dato via libera al finanziamento di circa 465 milioni di euro a sostegno della costruzione di una serie di gasdotti e per lavori di ammodernamento in diverse aree della Polonia.
I soldi, che arrivano dai fondi strutturali europei, andranno a GAZ-SYSTEM, l'operatore pubblico che opera in Polonia. GAZ-SYSTEM costruirà una rete di nuovi gasdotti che aiuteranno a creare il cosiddetto "corridoio Nord-Sud", cioè diverse infrastrutture che faciliteranno l'accesso alle fonti di gas a Nord (ad esempio dalla Norvegia o dal terminale di Swinoujscie) e a migliorare ad integrare il mercato del gas della Polonia con quello di Germania, Repubblica Ceca e Slovacchia
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venerdì 1 novembre 2013
La Guerra del Latte fra Lituania e Russia
E' un periodo interessante per la Lituania, che oltre a dirigere il semestre dell'UE, si trova ad essere eletta nel Consiglio di Sicurezza temporaneo dell'ONU.
Oltre a ciò, una pesante scaramuccia sta inasprendo ancor di più i già difficili rapporti con l'ex oppressore e vicino gigante russo.
La Lituania vorrebbe aumentare le esportazioni di latte e prodotti caseari verso la Russia e i paesi ex URSS come Azerbaigian, Ucraina e Moldavia, ma la Russia dall'8 ottobre sta chiudendo le sue frontiere a questi prodotti provenienti da Lituania ma anche Estonia e Lettonia. Il primo ministro Lituano ha promesso che ci saranno ritorsioni e che sicuramente il paese si rivolgerà al WTO.
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