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domenica 17 novembre 2013

Iniziativa Tedesco - Brasiliana all'ONU per estendere la Convenzione sui diritti civili e politici a Internet estesa ad altri 19 stati



Ha fatto proseliti l'iniziativa lanciata ieri da Germania e Brasile alle Nazioni Unite per far votare all'Assemblea Generale una risoluzione in difesa delle liberta' individuali, che indirettamente condanni le attivita' di spionaggio elettronico della National Security Agency americana. Oggi, informa la rivista Foreign Policy, a Brasilia e Berlino si sono aggiunti altri 19 Stati pronti a sottoscrivere il testo. Tra questi, stretti alleati degli Usa, come Francia e Messico - entrambi pero' vittime delle attivita' di intercettazione della National Security Agency - che ostili come Cuba e Venezuela. Tra gli altri Paesi sostenitori dell'iniziativa, Argentina, Austria, Bolivia, Ecuador, Guyana, Ungheria, India, Indonesia, Liechtenstein, Norvegia, Paraguay, Sudafrica, Svizzera e Uruguay.
  Il testo non citera' esplicitamente lo scandalo Nsagate ma chiedera' di estendere "la Convenzione Internazionale sui diritti civili e politici", del 1976, alle attivita' internet.

sabato 16 novembre 2013

Il mondo contro gli USA per la questione Datagate: una parte dei rapporti bilaterali



Una delle ultime tempeste sulle intercettazioni a tappeto di mail e telefonate ha colpito la Francia.
Difficile giustificare come «monitoraggio anti-terrorismo», 73 milioni di email e conversazioni telefoniche di cittadini transalpini passate al setaccio dalla Nsa in meno di un mese (dal 10 dicembre 2012 all'8 gennaio 2013), come ha rivelato il quotidiano Le Monde.
Il presidente Hollande ha espresso «profondo biasimo», per i metodi dell'intelligence Usa. In un incontro rigorosamente a porte chiuse, il ministro degli Esteri francese Laurent Fabius, pur «evitando escalation», ha rinnovato al segretario di Stato americano Kerry la richiesta di«tutte le spiegazioni necessarie» sul caso.
Per ristabilire un «rapporto di rispetto tra partner alleati», l'Eliseo vuole poi che le «operazioni di raccolta delle informazioni siano regolamentate in un quadro bilaterale».

Da Parigi, Kerry è volato a Roma, dove le acque sono meno agitate. Ma non certo calmissime.
All'inizio di ottobre, una delegazione del Comitato parlamentare di controllo sui Servizi segreti (Copasir) parlò con i vertici dell'intelligence americana. Il vicedirettore della Nsa John Inglis, in particolare, raccontò al gruppo in missione negli Usa che l'agenzia intercetta e cattura anche il traffico dall'Italia.
I servizi segreti italiani pare che ne siano pienamente a conoscenza.

In Spagna, la polemica sul Datagate è di difficile gestione per il governo di Mariano Rajoy e rischia di deflagrare in sede europea.
L'esecutivo dei conservatori ha affermato di non «essere a conoscenza» di intercettazioni a tappeto sul territorio iberico. Ma l'opposizione e l'opinione pubblica non credono alle dichiarazioni di Madrid.
Oltre al pressing continuo su Rajoy,  si invita Bruxelles ad avviare un'operazione verità sugli Usa.

Ma i venti di guerra più forti spirano Oltreoceano. Dalla sua residenza in Brasile, Glenn Greenwald, ha dichiarato che «tutti i Paesi dell'America Latina sarebbero stati spiati dagli Usa».
In tutta risposta, il presidente messicano Enrique Peña Nieto ha appaltato un'inchiesta interna all'unità cibernetica della polizia e al servizio di controspionaggio per accertare se, durante il governo di Felipe Calderon, funzionari pubblici abbiano favorito la campagna di intercettazioni degli Usa.
Lo stesso faccia a faccia diplomatico fu richiesto, nel luglio scorso, dal Senato brasiliano. Rousseff non è stata per niente tenera con Obama.
Cancellata la sua visita alla Casa Bianca, in programma il 23 ottobre, a settembre la presidente brasiliana ha attaccato frontalmente gli Stati all'Onu. «Siamo di fronte a una grave violazione delle libertà civili e della sovranità nazionale del mio Paese», ha denunciato nel suo discorso.

domenica 10 novembre 2013

I cartelli della droga messicani cercano di investire in Asia



“Abbiamo dimostrato che i cartelli messicani stanno sviluppando il proprio business di traffico di droghe in Asia, Cina inclusa”, conferma Zhang Yong-an, professore all'Universita' di Shanghai e direttore del centro David F.Musto di Studio sulle Politiche della Droga.
Solo in Cina, l'uso di droghe sintetiche, dal 2008, quando era praticamente inesistente, nel 2012 rappresenta il 40% delle droghe usate da tutti i consumatori.
I carichi di anfetamine che partono dal Messico in genere arrivano nei porti del Giappone, Corea del Sud e Hong Kong, da cui poi vengono trasferiti in altri Paesi.
Nel 2010, il 4% dei voli dove sono state scoperte anfetamine negli aeroporti del Giappone, proveniva dal Messico.
Non solo, ma i cartelli, oltre ad importare droghe sintetiche nella regione, hanno cominciato li' a produrla in Paesi come Malaysia e Filippine. “I messicani hanno molti mezzi, per cui quando vengono non lo fanno per creare piccoli laboratori, ma costruiscono grandi fabbriche”

domenica 3 novembre 2013

Datagate: il 21 ottobre tutto inizia da Le Monde e dalla Francia



La Francia ha convocato «immediatamente» l'ambasciatore Usa a Parigi per chiedere spiegazioni sulla registrazione di 70 milioni di telefonate su utenze francesi da parte della National Security Agency americana, di cui ha dato notizia Le Monde.

Fu Le Monde a fornire i dettagli dell'operazione, citando documenti dell'ormai celebre «talpa» dell'Nsa Edward Snowden. Su un periodo di 30 giorni, dal 10 dicembre 2012 all'8 gennaio 2013, 70,3 milioni di registrazioni di telefonate francesi sono state eseguiti dalla Nsa, precisa il sito web Lemonde.fr. «Il futuro spiegherà forse, un giorno, perché Parigi è rimasta così discreta, rispetto a Berlino o Rio, dopo le rivelazioni sui programmi di spionaggio elettronico americano nel mondo. Perché la Francia è stata altrettanto coinvolta e dispone oggi di prove tangibili del fatto che i suoi interessi sono quotidianamente presi di mira», si legge nell'articolo co-firmato dal giornalista di Le Monde Jacques Follorou e da Glenn Greenwald, l'ex columnist del Guardian che per primo ha pubblicato le rivelazioni di Edward Snowden.

E anche il Messico chiede spiegazioni a USA per spionaggio email presidente Felipe Calderon, denunciate dal settimanale tedesco Der Spiegel. «Il governo messicano ribadisce la propria ferma condanna della violazione della privacy delle comunicazioni istituzionali e dei cittadini messicani - si legge in un comunicato diffuso dal ministero degli Esteri - queste pratiche sono inaccettabili, illegittime e contrarie alla legge messicana e al diritto internazionale». Secondo Der Spiegel, l'Nsa avrebbe avuto accesso all'email presidenziale nel maggio 2010, riuscendo così a visionare le comunicazioni di Calderon.


Messico: é stata uccisa la leader dei campesinos



La dirigente del movimento contadino messicano "Organizacion campesina de la Sierra del Sur" (Ocss), Rocio Mesino, è stata assassinata nello Stato di Guerrero. Un uomo armato le si è avvicinato e le ha sparato due colpi di pistola, ferendola ad una spalla. Il sicario l'ha poi finita con un colpo alla nuca. Prima di allontanarsi, il killer ha minacciato i testimoni. La donna era a Guerrero per aiutare le vittime del passaggio di una tempesta tropicale.


domenica 27 marzo 2011

40 omicidi in 3 giorni a Ciudad Juarez, Messico, ad opera dei cartelli della droga


I cartelli della droga in Messico stanno avendo sempre più potere, arrivando ai livelli che hanno sul controllo di paesi come la Colombia. Il Messico, a causa di queste organizzazioni criminali, diventa un paese sempre meno sicuro. Il mese scorso, nel giro di tre giorni, a Ciudad Juarez, città al confine con gli USA, sono stati compiuti 40 omicidi, tutti che portano la firma dei cartelli della droga. Quasi 3mila persone sono state uccise l'anno scorso a Ciudad Juarez secondo statistiche governative, con la violenza che ha indotto decine di migliaia di persone a fuggire e costretto il 70% dei negozi della città a chiudere. Il presidente messicano Felipe Calderon ha lanciato, fin dal suo insediamento nel dicembre 2006, una campagna contro i cartelli della droga, che ha mobilitato 50mila soldati e migliaia di poliziotti federali. Da questa data, ci sono stati più di 34.600 morti, vittime di regolamenti di conti tra cartelli o scontri con le forze dell'ordine.

venerdì 25 marzo 2011

Il Guatemala ha Revocato lo Stato d'Assedio nella Provincia di Alta Verapaz


Il governo del Guatemala ha revocato lo stato d'assedio durato due mesi nella provincia di Alta Verapaz, nel nord, controllata da narcotrafficanti messicani. Il presidente Alvaro Colom ha comunicato che le misure d'emergenza hanno permesso alle forze di sicurezza di ridurre casi di violenza e di arrestare almeno venti membri sospettati di far parte del cartello di droga messicano Zetas.
Lo stato d'assedio consentiva inoltre all'esercito di fermare sospettati ed effettuare ricerche senza alcun mandato, di vietare il possesso di pistole e le assemblee pubbliche e di controllare i media locali. Tali poteri d'emergenza non saranno più in vigore, ma Colom ha detto che centinaia di soldati e poliziotti inviati ad Alta Verapaz lo scorso dicembre continueranno ad occuparsi della sicurezza.

Il ministro degli Interni Carlos Menocal ha comunicato che i reati sono diminuiti del 50% nella zona durante lo stato di assedio, aggiungendo che due mesi prima che l'esercito provvedesse alla sicurezza c'erano stati 28 omicidi, molti di più rispetto ai 6 avvenuti durante lo stato d'assedio. I soldati hanno sequestrato 230 armi e 5 aerei utilizzati dai trafficanti di droga.