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martedì 12 novembre 2013
La Bulgaria dimezza le sue stime di crescita per il 2013
Il ministero delle Finanze bulgaro ha ridotto la sua stima sulla crescita del pil quest'anno allo 0,6% dell'1% della stima precedente, ma ha mantenuto invariata la sua previsione di un'espansione dell'1,8% nel 2014. In base ai dati contenuti nella nuova bozza di progetto di bilancio, la stima sul deficit 2013 è aumentata al 2% del pil dall'1,4% precedente.
domenica 10 novembre 2013
La Bulgaria chiama i pensionatii taliani da 1000€ al mese
«Cerchiamo pensionati con tanta voglia di vivere felici con mille euro di pensione al mese. Offriamo l'assistenza all'arrivo, la sistemazione in hotel o in una camera in affitto, la scelta dell'appartamento. In Bulgaria bastano 150 euro di spesa al mese per vivere bene in due. Un pasto al ristorante costa sei euro. Una birra al tavolo un euro, con la stessa cifra puoi comprare una bottiglia di birra da due litri». L’annuncio, dal sito di ‘pensionati in Bulgaria’ promette un servizio di intermediazione tra l’Italia e la Bulgaria, e prosegue con l’elenco delle meraviglie da scoprire a Sofia, Plovdiv, Varna. Il gestore di questa ‘agenzia’ nostrana è un italiano. Racconta che il suo lavoro consiste nel fare da tramite tra i pensionati interessati a trasferirsi nel Paese dell’est, e l’Italia da lasciare. Il singolo o la coppia, interessati al ‘baratto’, non avranno che da trasferire, via Inps, la loro pensione in Bulgaria. Operazione fattibile e non onerosa. Dopodiché da cittadini di serie b, ai limiti della soglia di povertà, diverranno dei ‘quasi ricchi’.
sabato 19 ottobre 2013
UN MURO FRA BULGARIA E TURCHIA PER BLOCCARE L'IMMIGRAZIONE SIRIANA
Un muro al confine con la Turchia per impedire l’ingresso di rifugiati siriani. Così il governo bulgaro cerca di arginare l’ondata di migranti che dalla Siria raggiunge il Paese. La barriera si estenderà per 30 chilometri e sarà alta tre metri. La decisione è stata presa dal Consiglio dei Ministri di Sofia mercoledì. Il muro sarà costruito nei pressi di Elhovo, nel sudest della Bulgaria, la zona più difficile da controllare lungo il confine di 259 km con la Turchia, dove passano l’85% degli immigrati irregolari. Secondo i dati ufficiali sono arrivati in Bulgaria più di 6.500 rifugiati siriani. Per il governo saranno 11 mila entro la fine dell’anno e Sofia chiede all’Unione europea l’equivalente di 5 milioni di euro al mese per affrontare l’emergenza.
martedì 29 marzo 2011
Solvay acquista una miniera di Fluorite in Bulgaria
Il gruppo Solvay ha acquisito da N&N le miniere di fluorite di Chiprovtsi, in Bulgaria, con tutti i diritti di esplorazione e sfruttamento. Operazione di integrazione verticale che ha l'obiettivo di garantire l'approvvigionamento di materie prime a basso costo per le attività a valle nei fluoropolimeri e nelle specialità fluorurate.Solvay possiede già giacimenti di questo minerale in Namibia.
La fluorite o spatofluore è un minerale composto da fluoruro di calcio, materia prima per la preparazione dell'acido fluoridrico da cui si estrae successivamente il fluoro.
domenica 27 marzo 2011
Aumentano le strutture ricettive e i turisti in Bulgaria
Il numero di hotel in Bulgaria cresce e per l'ultimo trimestre del 2010 è aumentato del 3,1% rispetto allo stesso periodo del 2009. Il numero delle camere è aumentato del 2,2%.
I pernottamenti sono aumentati di 108.000 unità (7,1%) rispetto allo stesso periodo del 2009 e hanno raggiunto l'1,6 milioni. Questo è dovuto alla crescita delle visite da parte di stranieri, che rappresentano un buon 22%.
Rinviato l'ingresso di Romania e Bulgaria nell'area Schengen
L’ingresso della Romania e della Bulgaria nell’area Schengen è stato rinviato a data da destinarsi. A deludere le speranze dei dirigenti rumeni e bulgari, che aspiravano ad ottenere il via libera per il prossimo marzo, pare sia l’ostilità di una quindicina di Paesi Membri, con in prima fila l’asse franco-tedesco. Un eventuale ingresso di Bulgaria e Romania nell’area Schengen sembra per le due nazioni «prematuro».
I due paesi balcanici non sarebbero ancora in grado di assicurare la necessaria opera di controllo dei confini dell’area senza frontiere, come dimostrato dal fallimento bulgaro nella gestione della frontiera con la Turchia. Non solo, i ministri criticano il fatto che in entrambi i paesi persista un intollerabile livello di corruzione diffusa e che nel caso della Bulgaria vi sia una consistente presenza del crimine organizzato.
Il Presidente rumeno Traian Basescu ha criticato fortemente il documento e ha accusato Francia e Germania di compiere così un atto di «discriminazione».Le autorità rumene hanno poi respinto le critiche di Parigi in merito alla scarsa sorveglianza dei flussi con la Moldavia, sostenendo che invece il complesso sistema di telecamere lì installato permetta di controllare ogni movimento.
Di tutt’altro profilo la reazione di Sofia. Il Primo Ministro Boyko Borissov ha scelto di non criticare Parigi in occasione della massiccia espulsione di rom bulgari nella scorsa estate, sperando che ciò avrebbe portato a non porre il veto all’ingresso della Bulgaria in Schengen. Nonostante questa speranza sia stata delusa, l’unica reazione ufficiale alla lettera franco-tedesca è stata una dichiarazione di impegno a raddoppiare gli sforzi per raggiungere i risultati richiesti per entrare a far parte dello spazio senza frontiere.
In Bulgaria, il Ministro degli Interni Rumen Petkov, recentemente dimessosi in seguito ad uno scandalo che lo vede legato ad alcuni ambienti mafiosi, ha dichiarato che 30 milioni di euro dei 130 dati dalla Commissione Europea alla Bulgaria per sostenere le procedure di ingresso in Schengen sarebbero stati «rubati». Non solo, la Commissione sta seguendo attentamente un altro scandalo, quello delle intercettazioni di conversazioni private commissionate dal governo di Boyko Borissov senza l’autorizzazione del giudice.Per quanto riguarda la Romania, gli scandali che periodicamente coinvolgono gli agenti doganali (traffico di merci di contrabbando come sigarette, armi, droga, ecc), e la recente riduzione del 40% del loro stipendio che li renderà così ancor più disponibili ad essere corrotti, sono un’altra fonte di preoccupazione a Bruxelles.
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